PRESENTATO IL TESTO DELLA FINANZIARIA 2011: LA COOPERAZIONE? MAI COSI’ IN BASSO

CINI: “Le risorse destinate alla Cooperazione non hanno mai raggiunto livelli così bassi, neppure negli anni dei grandi sacrifici di tutti per entrare nell’euro

Roma, 19 ottobre 2010 - Presentato il testo della Legge Finanziaria 2011 – “Un’altra Finanziaria che conferma il totale disinteresse del Governo per la Cooperazione allo Sviluppo e l’esplicita volontà di non rispettare gli impegni internazionali in materia di lotta alla povertà” dichiara Maria Egizia Petroccione, Coordinatrice del CINI.

Sulla legge 49/87 sono ufficialmente disponibili 179 milioni di euro nel 2011, ma al netto di impegni pregressi e delle spese di gestione del Ministero degli Affari Esteri si scende  sotto i 100 milioni di euro.
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Vertice ONU sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio: il bilancio del CINI

Roma, 23 Settembre 2010Si è chiusa ieri, presso la sede delle Nazioni Unite a New York, la Conferenza di verifica per l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. Sono passati oramai dieci anni da quando, nel duemila, l’unanimità delle nazioni riunite all’interno dell’Assemblea Generale dell’ONU, ha approvato gli otto obiettivi di sviluppo. Il Piano di azione spalmato su quindici anni, 2000-2015 richiede, da parte delle nazioni ricche, un impegno fissato allo 0,7% del loro PIL.

La Dichiarazione finale di questo Summit, dichiara Maria Egizia Petroccione – Coordinatrice del CINI (Coordinamento Italiano ONG Internazionali)  va analizzata alla luce delle tendenze internazionali, ma anche rispetto ai cambiamenti dell‘ultimo anno, dovuti in parte alla presidenza Obama ed al suo nuovo multilateralismo, sebbene sempre a guida americana, che fa sentire l’impronta nel linguaggio utilizzato. La prima cosa che si evidenzia è la centralità che viene attribuita alle Nazioni Unite nella leadership e nel coordinamento degli MDGs. Non è una cosa scontata, se pensiamo alle dichiarazioni di Bolton, ambasciatore USA presso il Palazzo di Vetro per conto di Bush, quando diceva che bisognava “ridurre” l’ONU di una decina di piani. Un altro accenno importante è quello sul rispetto delle differenze culturali, che vengono evidenziate come ricchezza e non come un ostacolo per gli Obiettivi di Sviluppo. In un momento di grandi tensioni internazionali non è poco, anche qui ricordiamo lo “scontro tra civiltà” che andava di moda solo pochi anni fa. Centrale nella Dichiarazione finale, la presa d’atto del ruolo negativo dei cambiamenti climatici e della riduzione delle biodiversità e, di converso, la sottolineatura del ruolo centrale delle donne nei processi di sviluppo. E dunque, tutto bene?

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G8 2010: Amnesia di Gleaneagles

Roma, 25 Giugno 2010: In occasione del G8 il CINI, composto da ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, World Vision e WWF, manifesta tutta la propria delusione rispetto all’esito del Summit canadese.
“L’esito del G8 è molto deludente “– dichiara Maria Egizia Petroccione, Coordinatrice del CINI – “per quello che riguarda l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) in generale, con i leader dei G8 che si limitano a riaffermare i loro impegni in termini di APS e efficacia dell’aiuto, senza però specificare né tempi né modalità”. Non c’è alcun riferimento a Gleaneagles né al fatto che i target per il 2010 sono stati mancati. E’ singolare che si riaffermi l’impegno verso l’APS proprio quando è stato mancato l’obiettivo del 2010 e senza che questo fallimento venga riconosciuto e analizzato.
Gli unici impegni quantitativi e temporali che i G8 avevano per l’APS erano quelli di Gleaneagles per il 2010, riaffermarli semplicemente lascia aperte molte interpretazioni: ad esempio, si riafferma il raddoppio ma entro quando? Riconoscendo la difficile situazione mutata, i G8 avrebbero sinceramente potuto dire che l’obiettivo 2010 era stato mancato e aggiornare impegni quantitativi e scadenze, indicando ad esempio a quanto pensano di arrivare nel 2015 – un’operazione di verità e responsabilità che poteva indicare anche il congelamento ai livelli attuali.
Sempre sull’aspetto quantitativo non si parla affatto di risorse per l’Africa, i G8 tendono a spostare l’attenzione  verso i Paesi vulnerabili. Si tratta di un riorientamento concettuale cui dovrebbe far seguito un maggior dettaglio e una garanzia di tutela dell’impegnato pregresso, assicurando che non ci sarà diversione di risorse a scapito dell’Africa Sub-sahariana. La questione della novità e addizionalità delle risorse avrebbe dovuto essere più evidente anche sull’iniziativa per gli MDG 4-5.

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L’aiuto europeo non centra gli Obiettivi del Millennio

COMUNICATO STAMPA

Roma, 10 giugno 2010 – Gli Stati Membri dell’Unione Europea stanno mancando gli obiettivi dell’aiuto pubblico allo sviluppo e mettono a repentaglio tutti gli sforzi che internazionalmente si stanno compiendo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, lo rivela il nuovo rapporto pubblicato oggi da Concord, la confederazione europea delle ONG di sviluppo.

Il rapporto, ‘Rigore contro la Povertà: un maggiore e migliore aiuto europeo può mandare a segno gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio’ è stato lanciato alla vigilia dell’incontro dei leader europei, che si terrà a Bruxelles la prossima settimana, per discutere la posizione comune da tenere a settembre in New York al Summit delle Nazione Unite sugli MDG. ‘Rigore contro la Povertà’ rivela che l’aiuto allo sviluppo europeo nel 2009 ammontava a 49 miliardi di euro, ossia lo 0,42%1 del PIL, un miliardo di euro in meno rispetto al 2008. Stime ufficiali per il 2010 prevedono che l’aiuto totale sarà allo 0,46% del PIL, molto lontano dall’obiettivo dello 0,56% concordato dai Paesi Membri nel 2005.

In termini assoluti questo significa un crollo nei finanziamenti di 11 miliardi, con alcune tra le maggiori economie europee – Italia (€4,5mld), Germania (€2,6mld) e Francia (€800ml) – tra i maggiori responsabili.

“Gli sforzi degli aiuti europei vengono vanificati dal mancato rispetto degli impegni. Nel 2005 i leader europei si impegnarono a stanziare lo 0,7% del PIL per combattere la povertà, ma 5 anni dopo sono decisamente fuori strada e stanno abbandonando anche gli impegni internazionali per l’efficacia dell’aiuoi2 spiega Hussaini Abdu, Direttore di ActionAid Nigeria. “Non stiamo chiedendo loro di diventare più ambiziosi sulla lotta alla povertà, solo di mantenere le promesse fatte sulla quantità e qualità degli aiuti” aggiunge.

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CINI: PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO AIDWATCH 2010

‘RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI DEL MILLENNIO
NONOSTANTE LA CRISI’

ROMA HOTEL NAZIONALE
10 GIUGNO,
PIAZZA DI MONTECITORIO

Il 10 giugno 2010, presso l’Hotel Nazionale dalle  ore 11:00 alle ore 13:00, in contemporanea con il lancio in tutta Europa, verrà presentato in Italia il quarto rapporto Aidwatch 2010, elaborato dalla Confederazione europea di ONG CONCORD. La ricerca, nell’anno della verifica dei progressi per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio fissata per il 2015, traccia un quadro sulle tendenze degli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (APS) per tutti i paesi membri dell’Unione Europea. Se alcuni paesi virtuosi hanno già raggiunto la quota dello 0,7% dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, nella maggioranza dei casi gli Stati membri non hanno  rispettato l’impegno dell’APS per il 2010. Nonostante il rilancio dell’azione esterna dell’Europa di Lisbona, l’Unione Europea farà mancare 15 miliardi di euro di risorse per la lotta allo povertà.
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Dati OCSE 2009: Gli Aiuti dell’UE diminuiscono e la povertà aumenta

“La visione di un bambino stremato dalla fame è una visione di sconfitta e di colpa per tutti noi. L’Italia è in prima linea nella lotta a fame e povertà ed è nostra intenzione far salire il contributo italiano nei confronti dei paesi più sfortunati all’1% del Pil”.
Silvio Berlusconi, 29 Gennaio 2002 (ANSA)

Roma, 17 aprile 2010 - I dati sull’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) nel 2009, pubblicati dal Comitato di Aiuto allo Sviluppo (DAC) dell’OCSE, dipingono purtroppo un quadro leggermente diverso. Nel 2009 l’Italia ha stanziato solo un magro 0,16% del Pil. Solo la Corea, il più giovane paese membro del DAC, i cui dati sono stati registrati per la prima volta nei rapporti ufficiali del DAC, ha elargito meno dell’Italia.

Ad oggi, solo 5 Paesi donatori – Svezia, Norvegia, Lussemburgo, Danimarca e Olanda – sono riusciti a raggiungere o superare l’Obiettivo delle Nazioni Unite di destinare lo 0,7% del PIL in Aiuti.

Gli Stati Uniti rimangono, in termini assoluti, i maggiori donatori al mondo, tuttavia, nel 2009 hanno passato il primato dell’essere, in termini relativi, i donatori meno generosi al mondo, all’Italia. L’impegno dei paesi donatori varia considerevolmente: dove la Svezia elargisce l’1,12 % del PIL, l’Italia  sborsa solo un magro 0,16%. Solo la Corea ha elargito meno dell’Italia.

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“Indagine elettorale sulla Cooperazione allo Sviluppo” in vista delle Elezioni Regionali del 28/29 Marzo 2010

In occasione delle elezioni regionali del 28 e 29 Marzo, il CINI, composto da ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, World Vision e WWF, ha scritto a tutti i candidati alla Presidenza delle Regioni al fine di conoscere le loro posizioni e il loro programma in materia di Cooperazione allo Sviluppo e di lotta alla povertà nel mondo. Il CINI crede infatti che la lotta alla povertà nel mondo, lo sviluppo umano e sostenibile, non ancora ritenuti priorità nel dibattito elettorale e nelle politiche nazionali, siano invece temi di grande interesse per i cittadini italiani e possano  diventare elementi distintivi dell’identità dei singoli candidati. Come tali potrebbero contribuire a determinare la scelta di voto degli elettori.
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MEDIA BRIEF: Convegno sulla Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo, 25 febbraio 2010

Uno dei risultati della globalizzazione è che le cosidette “beyond AID issues” come il commercio, l’agricoltura, le dinamiche migratorie, gli investimenti, i cambiamenti climatici, la sicurezza, la tecnologia, assumono un ruolo sempre più importante nel determinare le prospettive di sviluppo dei paesi poveri. I paesi più sviluppati devono assicurarsi che le loro politiche siano di sostegno o quanto meno non impediscano, i progressi verso gli obiettivi di sviluppo internazionalmente concordati, primi fra tutti, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Nella pluralità degli obiettivi che ciascun governo nazionale si prefigge nella propria azione, il concetto di policy coherence richiama la logica di perseguire in ognuno degli ambiti di uno stesso sistema politico obiettivi che siano tra loro sinergici o, almeno, non conflittuali. Tale principio, applicato allo sviluppo, comporta che il complesso delle azioni poste in atto, sia a livello nazionale che regionale ed internazionale, sia indirizzato al raggiungimento degli obiettivi condivisi. In tal modo, la distinzione tra politiche aid e non-aid si ricompone nel coordinamento delle attività, imponendo la ricerca di una massimizzazione del loro impatto positivo o, almeno, una minimizzazione dei loro risvolti negativi.

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Coerenza delle politiche per lo sviluppo: a che punto è l’Italia? Obiettivi, Strategie, Strumenti.

La Peer Review del 2004 esortava l’Italia ad attuare la coerenza delle politiche per lo sviluppo come un obiettivo esplicito del Governo. Il DAC – Development Assistance Committee – l’organo principale dell’OCSE che si occupa delle questioni riguardanti la cooperazione con i paesi in via di sviluppo – raccomandava che l’Italia s’impegnasse con una dichiarazione pubblica sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo e, al contempo, identificasse e modificasse le politiche incoerenti con gli obiettivi dello sviluppo. Le raccomandazioni del 2004 restano tuttora valide ed attuali.

L’Indice dell’Impegno per lo Sviluppo (CDI) redatto ogni anno dal Center for Global Development di Washington, classifica i 22 Paesi più ricchi del mondo in base all’impegno nell’attuazione di politiche a beneficio delle nazioni povere. Il CDI valuta l’operato nazionale in sette importanti aree di intervento per i Paesi in via di sviluppo: aiuti, commercio, investimenti, migrazione, ambiente, sicurezza e tecnologia. L’Italia nel 2009 si è classificata al 18° posto in assoluto.

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La Task Force della Società Civile per l’Efficacia degli Aiuti (TFSC) chiede al Governo e al Parlamento 10 azioni in un anno per migliorare la cooperazione.

Roma, 19 Gennaio 2010. La nuova Peer Review dell’OCSE-DAC, presentata oggi nel corso del Convegno organizzato dalla Task Force della Società Civile per l’Efficacia degli Aiuti (TFSC), ribadisce la validità delle 16 Raccomandazioni formulate nel 2004, per la maggior parte rimaste inattuate, e aggiunge 19 nuove Raccomandazioni; secondo il DAC, solo attuando tutte le  raccomandazioni l’Italia potrà riportare la sua cooperazione allo sviluppo in linea con le migliori prassi dei paesi OCSE. La lista delle riforme da realizzare entro il 2013 è perciò ben più lunga di quella del 2004, in totale le raccomandazioni sono diventate 35 e non vi è alcuna garanzia circa loro effettiva messa in opera. Se il Governo e il Parlamento non ne faranno una priorità e non predisporranno un calendario pubblico per l’attuazione delle raccomandazioni, nel  2013 il DAC sarà costretto a constatare nuovamente che la maggior parte di queste è stata disattesa. La TFSC si unisce all’OCSE-DAC nel chiedere al Governo e al Parlamento italiano di dimostrare una forte leadership politica per elaborare ed attuare una strategia di cooperazione allo sviluppo affidabile che consenta al paese di rispettare gli impegni internazionali assunti. La TFSC chiede inoltre al Governo ed al Parlamento italiano di approvare nel primo semestre 2010 un piano di scadenze pubblico per la realizzazione di tutte le riforme raccomandate dal DAC entro il 2013 ed indica dieci azioni prioritarie da realizzarsi entro la fine del 2010.
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