IIllustre Ministro,
In occasione della prossima riunione del Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne del 24 maggio, il Coordinamento Italiano Network Internazionali (CINI) auspica una riflessione su alcuni argomenti di primario interesse per le ONG e per i rappresentanti della Società Civile.
Si premette che, per il raggiungimento nel 2015 degli Obiettivi del Millennio, la creazione di posti di lavoro dignitosi ed il progresso sociale esigono il rispetto dei Diritti Umani fondamentali ed in particolare dei diritti dei minori, dell’uguaglianza di genere e dei diritti in materia sessuale e riproduttiva.
Inoltre, va ricordato che un ambiente sano costituisce la base dalla quale dipende il raggiungimento di ogni singolo Obiettivo. L'impegno sullo sviluppo ambientale e sostenibile deve essere integrato nei piani di implementazione per ognuno degli MDGs. Una vita sana dipende dalla possibilità che le popolazioni hanno in ogni paese di accedere alle risorse naturali. Ne' la sicurezza umana ne' gli obiettivi di sviluppo del millennio possono essere raggiunti senza sufficienti risorse naturali ed un loro uso sostenibile a supportare i bisogni umani. La povertà può essere ridotta solo se il mondo aderisce ad una strategia politica sovranazionale che conduca allo sviluppo sostenibile globale.
Il finanziamento allo sviluppo
Si tratta di assicurare che tutti gli Stati membri dell’Unione Europea che non lo abbiano ancora fatto stabiliscano un calendario chiaro per raggiungere l’obiettivo fissato dalle Nazioni Unite, promesso da tempo dagli Stati che hanno sottoscritto la Dichiarazione del Millennio, di riservare lo 0,7% del PIL all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), con particolare riguardo alla lotta alla povertà. In ambito europeo, i Paesi membri hanno concordato di raggiungere questo obiettivo in media nel 2010 e di evitare ogni impiego alternativo di fondi pubblici destinati allo sradicamento della povertà.
L’Italia in questo momento è ultima tra i paesi OCSE per quanto riguarda il rapporto stanziamenti APS / Prodotto interno lordo. Nel 2004 ha allocato lo 0,15% (una diminuzione preoccupante rispetto allo 0,20% del 2002). L’obiettivo comunitario dello 0,33% entro il 2006, stabilito a Barcellona nel 2002, appare irrimediabilmente compromesso. Il CINI chiede a Lei e al Governo l’impegno a raggiungere lo 0,7% entro il 2015, la preparazione di un piano urgente per rispettare l’obiettivo dello 0,33% e la presentazione di un calendario di azioni concrete per il raggiungimento del nuovo obiettivo comunitario intermedio dello 0,51% entro il 2010.
Occorre garantire che almeno il 70% degli APS venga impiegato in Paesi a basso reddito, che gli aiuti ai Paesi a medio reddito vengano destinati ai settori più poveri e infine che almeno il 20% degli aiuti venga destinato ai servizi sociali di base.
E’ necessario sostenere un immediato e completo annullamento del debito bilaterale e multilaterale dei Paesi più poveri in maniera equa e trasparente. Per la maggior parte di essi infatti, il debito è insostenibile. Le risorse finanziarie che si renderanno disponibili grazie all’annullamento del debito vanno considerate in aggiunta e non in deduzione ai fondi necessari a raggiungere la soglia dello 0,7% del PIL.
Occorre migliorare l’efficacia e la distribuzione degli aiuti attraverso l’eliminazione degli aiuti legati per tutti i Paesi in Via di Sviluppo, prestando particolare attenzione al coordinamento e alla complementarità tra i donatori, nonché all’armonizzazione e all’allineamento delle procedure governative, ma anche al carattere prevedibile dei flussi di aiuto. Infine va abbandonata la condizionalità imposta in materia di politiche economiche.
Nel breve periodo vanno introdotti dei meccanismi innovatori che permettano di raccogliere fondi per lo sviluppo come ad esempio delle tasse internazionali. Occorre garantire risorse più stabili e prevedibili attribuite sulla base di procedimenti appropriati per ogni Stato e che debbono aggiungersi agli APS, ma anche assicurare attraverso appropriati strumenti legislativi e regolamentari il controllo dei capitali al fine di contrastare l’evasione fiscale e la fuga dei capitali.
La coerenza politica in favore dello sviluppo
Occorre assicurare che le politiche interne ed estere dell’Unione Europea siano coerenti e favoriscano la realizzazione degli obiettivi in materia di sviluppo applicabili a tutti i Paesi in via di Sviluppo. La solida base giuridica che la Costituzione Europea attribuisce alla coerenza delle politiche (art III-292, art III-316) deve tradursi in meccanismi concreti di messa in opera e di controllo di tale coerenza.
I negoziati con i Paesi ACP e gli accordi di Partenariato Economico (APE) non debbono basarsi sul criterio della reciprocità ma su criteri di sviluppo e più in particolare sullo sradicamento della povertà e sulla realizzazione degli Obiettivi del Millennio.
Occorre adottare una posizione comune forte e solida a livello europeo a favore dei più poveri nell’ambito dei negoziati del Ciclo di Doha dell’OMC e della riunione di HongKong del 2005. In tale contesto, vanno ridimensionate le esigenze di vedere i Paesi in via di Sviluppo aprire i loro mercati di beni agricoli, non agricoli (NAMA) e di servizi. I Paesi europei debbono concordare una rapida eliminazione di ogni forma di sussidio all’agricoltura che incida negativamente sui mercati dei Paesi in via di Sviluppo.
Governance e democrazia
Le Istituzioni Finanziarie Internazionali e l’Organizzazione Mondiale del Commercio vanno integrate con più solidità al quadro giuridico delle Nazioni Unite e alle normative internazionali di tutela dei diritti umani. Occorre ridurre l’influenza sproporzionata del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale sulle questioni di interesse vitale dei Paesi in Via di Sviluppo.
I Paesi donatori debbono assicurare più trasparenza ai Paesi in Via di Sviluppo agevolando la loro responsabilizzazione (accountability). Vanno altresì garantiti ai PVS maggiori diritti di voto ed un effettivo potere decisionale nell’ambito delle Istituzioni Finanziarie Internazionali e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, stabilendo regole chiare e democratiche basate sulla qualità dei candidati per la scelta dei responsabili delle istituzioni internazionali.
Il processo decisionale in materia di sviluppo internazionale va reso più partecipativo e affidabile anche attraverso la collaborazione tra Parlamento Europeo, parlamenti nazionali e Società Civile. Occorre sostenere il rafforzamento della sovranità di ciascun Paese sulle sue politiche di sviluppo così come la partecipazione della Società Civile nella programmazione delle politiche stesse.
L’impegno sullo sviluppo ambientale e sostenibile
La conservazione e l'uso sostenibile delle risorse naturali vanno integrati nei principali meccanismi nazionali e internazionali per la riduzione della povertà. Va accresciuta l'efficacia dell'aiuto europeo attraverso un' impostazione comune delle sfide socio economiche e ambientali (ad es: i country environmental profile inseriti tra gli strumenti di intervento strategico comune, come lo sono i country and regional strategy papers).
L’ambiente e lo sviluppo debbono essere integrati nelle politiche di sviluppo attraverso una maggiore attenzione all’Obiettivo 7 e l’inclusione degli elementi ambientali negli accordi politici ed economici così come nelle programmazioni nazionali e regionali. Ciò può avvenire anche attraverso la definizione di indicatori migliori e più quantificabili per tutti gli MDGs, impostando meccanismi di monitoraggio trasparenti ed adeguatamente finanziati.
Occorre assicurare l'integrazione dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile nell'implementazione dell'Obiettivo 8 sulle partnership globali per lo sviluppo attraverso un monitoraggio trasparente dell'impatto delle politiche europee sull'ambiente dei paesi in via di sviluppo e la gestione sostenibile delle loro risorse naturali.
Va stabilito un sistema di monitoraggio trasparente sui sussidi che porti ad un meccanismo di donazione che tenga conto dell'impatto sull'ambiente nei paesi in via di sviluppo, e della loro capacità di gestire le risorse naturali sulla base di una buona governance.
Infine, l’Unione Europea deve continuare a promuovere iniziative a favore del legame povertà-ambiente e politiche sullo sviluppo sostenibile per raggiungere gli obiettivi del Summit sullo Sviluppo Sostenibile e gli MDGs con lo scopo di chiudere i gap finanziari.
A testimonianza del fatto che il Governo italiano deciderà di impegnarsi pubblicamente per mettere fine alla povertà, vogliamo invitarLa il 24 maggio a Bruxelles, alle ore 9.00 presso il “VIP corner” di palazzo Berlaymont, per unirsi ai Ministri per lo Sviluppo dei paesi dell’Unione che hanno già raggiunto l’obiettivo dello 0,7% APS/PIL e ai Ministri degli altri paesi che hanno presentato una tabella di marcia per raggiungere lo stesso traguardo. In questa occasione La invitiamo a firmare con loro una grande “whiteband”, simbolo della coalizione mondiale Global Call to Action Against Poverty (GCAP). La partecipazione dell’Italia a questo evento sarà un segno chiaro di svolta.
Certi che Lei voglia condividere queste priorità, nell’attesa di una Sua gentile risposta, Le auguriamo ogni successo al Consiglio.
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