POLICY BRIEF: L’AIUTO PUBBLICO ALLO SVILUPPO NELLA LEGGE DI BILANCIO 2021-2023

INVESTIRE NELLA LOTTA GLOBALE AL COVID-19
30 Novembre 2020 – L’analisi degli stanziamenti e della spesa relativa all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) degli ultimi tre anni evidenzia un trend in diminuzione, nonostante l’Italia sia già in grave e cronico ritardo rispetto agli impegni assunti in sede internazionale, primo fra tutti quello del raggiungimento dello 0,7% APS/RNL entro il 2030.

Allo stesso tempo, il Disegno di Legge di Bilancio 2021-2023 prefigura un quadro di lieve aumento, che tuttavia pone l’Italia ancora lontana dagli obiettivi internazionalmente assunti. Nel quadro di questo trend si inserisce quale elemento di rottura la pandemia da Covid-19, che ha sconvolto gli equilibri globali, colpendo duramente anche i paesi più poveri, già provati da importanti sfide relative al proprio sviluppo, dall’educazione alla salute, dalla protezione sociale alla nutrizione.
Appare dunque necessario dare un segnale chiaro di ripresa rispetto ai volumi dell’APS italiano, prevedendone un aumento nella loro componente bilaterale, al fine di rafforzare la cooperazione con i paesi partner strategici per l’Italia, anche alla luce di possibili revisioni nel prossimo Documento di Programmazione Triennale, e moltiplicare l’impatto dell’azione di cooperazione allo sviluppo.
Il CINI raccomanda in particolare che la Legge di Bilancio 2021-2023 assicuri un aumento progressivo nel prossimo triennio per un valore di 150 milioni di euro aggiuntivi nel 2021, 300 milioni di euro nel 2022 e 450 milioni di euro nel 2023, al netto delle spese c.d. In Donor Refugee Costs; la creazione di uno speciale Fondo per la risposta all’emergenza Covid-19, sia in termini di sostegno ai sistemi sanitari sia a quelli socio-economici dei Paesi partner; e il rafforzamento della capacità del sistema di cooperazione italiano di perseguire i propri indirizzi strategici.

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