Il Coordinamento delle ONG Internazionali nomina il nuovo Portavoce

RaimondiRoma, 3 Febbraio 2016 – Le ONG del CINI – Actionaid, AMREF Health Africa, CBM – Christian Blind Mission, Save the Children, Terre des hommes e Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, hanno nominato alla carica di Portavoce Antonio Raimondi. Già Sindaco di Gaeta, Raimondi vanta una lunga e consolidata esperienza nel mondo della Cooperazione internazionale allo sviluppo iniziata nel 1991 con il VIS, di cui è stato Presidente dal 1993 al 2007, e proseguita con missioni in molti Paesi. Profondo conoscitore del Sud del mondo, inizia a dedicarsi all’insegnamento presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pavia, dove contribuisce a istituire il Master in Cooperazione allo Sviluppo di cui è tuttora membro del Comitato Tecnico Scientifico e docente di Storia della Cooperazione Internazionale e Politiche dell’Aiuto allo Sviluppo. E’ inoltre docente presso l’Università di Betlemme e di Nairobi.

 “E’ un onore per me essere stato scelto a ricoprire questo importante ruolo che spero di svolgere al meglio facendo leva sulla mia esperienza ed entusiasmo” ha dichiarato il neo Portavoce del CINI.

Antonio Raimondi succede a Maria Egizia Petroccione, Direttrice del Dipartimento di Advocacy e Policy Internazionale di Save the Children Italia, alla quale tutti i soci hanno manifestato grande apprezzamento e gratitudine per il lavoro svolto e per avere contribuito in modo determinante alla crescita e al consolidamento del CINI.

Le organizzazioni del CINI sono certe che Raimondi saprà continuare il percorso intrapreso dal CINI in questi anni per essere sempre più all’altezza delle sfide globali e proseguire, con rinnovato slancio, l’iniziativa del CINI in favore di una cooperazione internazionale allo sviluppo efficace e di qualità, a tutti gli effetti parte integrante e qualificante della politica estera italiana, che apra l’Italia al mondo, facendole ritrovare un riconoscibile ruolo nel contesto internazionale.

Soddisfazione del CINI per la nomina di Laura Frigenti alla carica di Direttrice della nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

Laura FrigentiRoma, 24 novembre – Le ONG aderenti al CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali esprimono soddisfazione per la nomina della dottoressa Laura Frigenti alla carica di Direttrice della nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che completa un importante passaggio del processo di riforma avviato con l’approvazione della legge 125/2014.
Da sempre il CINI è convinto che l’Italia può e deve compiere una trasformazione culturale aprendosi alle sfide globali, dotandosi di una cooperazione internazionale allo sviluppo moderna ed efficace che sappia rispondere alle sfide presenti e future. Le organizzazioni del CINI sono certe che la Direttrice Laura Frigenti saprà svolgere al meglio il delicato ruolo affidatole, garantendo, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il rilancio del sistema italiano di cooperazione affinché diventi a tutti gli effetti parte integrante e qualificante della politica estera italiana.
Il CINI auspica inoltre che il rinnovato sistema di cooperazione sappia valorizzare, a fianco degli altri soggetti della società civile, la specificità delle ONG internazionali che da decenni si caratterizzano per competenza ed esperienza ed hanno la cooperazione al centro della loro missione.

Attacchi all’indipendenza, scarsi finanziamenti: Corte penale internazionale a rischio. Le Ong italiane chiedono al governo di difenderne indipendenza ed efficacia

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COMUNICATO STAMPA

Roma, 18 novembre 2015 – In occasione dell’apertura della 14esima sessione dell’Assemblea degli stati parte dello Statuto di Roma, in programma all’Aia dal 18 al 26 novembre, Amnesty International Italia, CINI – Coordinamento italiano NGO Internazionali, Link 2007 – Cooperazione in rete e Non c’è pace senza giustizia esprimono grande preoccupazione per il rischio che la Corte penale internazionale non sia in grado, per l’insufficienza di fondi e le minacce alla sua indipendenza, di svolgere il suo ruolo di argine contro l’impunità per gravi crimini.
Le sopra citate Reti e Ong si sono rivolte all’Italia, in quanto stato ospitante la conferenza istitutiva del 1998, sollecitando il governo a chiedere con maggiore forza alla comunità internazionale di continuare a credere nella giustizia penale internazionale mettendo la più importante delle sue istituzioni in condizione di funzionare in modo efficace.
Non farlo – sottolineano le Ong – significherebbe tradire le speranze di migliaia di vittime che attendono giustizia per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Novità ai vertici del CINI: Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI dal 2008, lascerà la posizione a fine ottobre

COMUNICATO STAMPA

Roma, 8 ottobre 2015 – Novità ai vertici del CINI – Maria Egizia Petroccione, alla fine del mese di Ottobre, lascerà la posizione di Portavoce del CINI che ricopre dall’Aprile del 2008.
Maria Egizia Petroccione ha dichiarato: “Sono stati quasi otto anni molto interessanti, di grande crescita e consolidamento del CINI e di grandi soddisfazioni, anche personali, per i risultati raggiunti e per i cambiamenti positivi che abbiamo contribuito a determinare nelle politiche di cooperazione dell’Italia. Dopo un così cospicuo numero di anni, sento il bisogno di un cambiamento per continuare ad ampliare gli orizzonti della mia esperienza professionale, per questo, a partire dal mese di novembre, andrò a dirigere il Dipartimento di Advocacy Internazionale di Save the Children Italia. Lascio dunque il ruolo di Portavoce ma non lascio il CINI che continuerò a seguire tramite Save the Children”.

Nota: sarà pubblicata a breve la vacancy sul sito del CINI per la selezione di un/una nuova Portavoce.

La gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale

OLYMPUS DIGITAL CAMERARoma, 19 Settembre 2015 – Le tre Reti delle Ong – AOI, CINI, LINK 2007 – hanno proposto in occasione della Conferenza ‘La Sicurezza è una cosa seria’  alcuni Principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le Ong / Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del Maeci. A tali principi potranno aderire le singole Ong e le altre Organizzazioni della società civile impegnate in interventi solidaristici e di cooperazione all’estero con assenso formale tramite il sito www.dovesiamonelmondo.it – sezione per le Ong/Osc di cooperazione internazionale. Alla Conferenza è stato inoltre presentato un dossier frutto del lavoro congiunto tra Ong e Unità di Crisi: ‘Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale’. Esso condensa, in alcuni brevi capitoli, informazioni utili a fornire una visione d’insieme delle problematiche relative alla sicurezza in contesti potenzialmente pericolosi e suggerisce comportamenti e regole da adottare. Un insieme di suggerimenti a cui potersi ispirare: spetta infatti ad ogni organizzazione definire – a seconda della propria specificità, dei paesi di intervento e della soggettiva percezione e valutazione del rischio – il proprio piano per la sua gestione e le proprie procedure di allerta.

Consulta i documenti:

Principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le ONG/Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del MAECI

Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale

La Sicurezza degli operatori delle ONG e delle altre organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale

CS SICUREZZACOMUNICATO STAMPA

Roma, 6 Settembre 2015 – Le Ong operano spesso in contesti di grave crisi umanitaria. A spingerle è il senso e il valore dell’essere umano, della solidarietà, dell’imperativo umanitario che ‘impone’ loro di soccorrere e proteggere popolazioni in fuga o in pericolo a causa di guerre, fame, catastrofi naturali. Molte Ong da tempo hanno adottato misure per tutelare la sicurezza delle operatrici e degli operatori, considerandola prioritaria. L’ampliamento dei soggetti che esprimono solidarietà e la crescente complessità dei contesti operativi richiedono una loro più generalizzata presa di coscienza, un approccio più attento e prudente che nel passato e una migliore conoscenza delle misure da adottare.

La sicurezza del personale va infatti salvaguardata dotandosi di regole, procedure e formando gli operatori ma va anche interpretata nella diversità dei contesti, realtà e problematicità, che devono essere conosciuti nella loro complessità. L’attenzione deve rivolgersi all’indispensabile equilibrio tra l’imperativo umanitario che spinge a perseverare nell’azione di aiuto e protezione e la valutazione del rischio per gli operatori, italiani, internazionali e locali. L’esperienza delle Ong nelle aree di crisi e di conflitto è cresciuta negli ultimi 25 anni e si è adeguata costantemente alle situazioni divenute più difficoltose. Hanno adottato codici di sicurezza che vincolano il proprio personale e puntano a gestire i rischi, anche in coordinamento con altre Ong italiane e internazionali, con la Cooperazione italiana, le Agenzie dell’Onu. L’osservanza dei codici e la maggiore attenzione non possono da soli assicurare l’incolumità, ma rappresentano i più validi strumenti per tutelare la sicurezza degli operatori.

Continua…