La carica di UN MILIONE di Robin Hood…

1 milione firme 005…un milione di cittadini a sostegno della petizione internazionale
per la Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie

Roma, 8 Maggio 2015 – Un milione di firme. La petizione internazionale www.robinhoodpetition.org lanciata a febbraio dello scorso anno dalla Campagna ZeroZeroCinque e dalle altre Robin Hood Tax Campaigns ha raggiunto il suo obiettivo di raccogliere un milione di firme a sostegno dell’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) in Europa.

L’appello rivolto ai capi di Stato e di Governo degli 11 paesi, tra cui l’Italia, coinvolti nel negoziato per l’introduzione della TTF europea è quello di favorire un modello ambizioso dell’imposta continentale e di assicurare così un significativo gettito da destinare alla riduzione delle diseguaglianze sociali e al sostegno dei ceti più deboli in Italia, e, su scala internazionale, a programmi di lotta alla povertà e di contrasto ai cambiamenti climatici.

Il raggiungimento del milione di firme capita in un momento cruciale del travagliato percorso negoziale di cui una tappa importante è attesa anche prossima settimana in cui gli 11 Ministri delle Finanze, alla vigilia dell’ECOFIN del 12 maggio, si confronteranno nuovamente sulla definizione del modello di TTF europea da adottare.

In un nuovo video-spot [https://youtu.be/0xXBOxeT6Qs] la campagna ZeroZeroCinque mette in luce le ragioni di questa tassa che recupera risorse indispensabili per la lotta alla povertà, sottraendole a dinamiche speculative e predatorie sui mercati finanziari.

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LE ORGANIZZAZIONI NON GOVERNATIVE (ONG) ITALIANE PER GIOVANNI LO PORTO

Giovanni Lo PortoPer Giovanni Lo Porto c’è stato il lungo tempo dell’attesa e della speranza.
C’è il dolore immenso per la sua scomparsa in circostanze tragiche che hanno indotto il
Presidente degli Stati Uniti a scusarsi.
C’è stata la vergogna della Camera dei Deputati semideserta mentre il Ministro Gentiloni
riferiva sulle circostanze della sua morte.
C’è e ci sarà sempre il dolcissimo ricordo di un uomo giusto, un cooperante, una persona
con valori forti e con una grande professionalità.
Ora è giusto che parlino i familiari di Giovanni e lo hanno fatto, con dignità e chiarezza.
Facciamo nostre le loro richieste.
In particolare la famiglia, e noi con lei, chiede alle istituzioni e al governo:
– che si ricostruiscano in maniera precisa e dettagliata le circostanze che hanno portato alla
morte di Giovanni Lo Porto;
– che si faccia ogni sforzo per restituire alla famiglia la salma;
– che si dedichi alla memoria di Giovanni Lo Porto una commemorazione ufficiale, all’altezza
dei valori che ha espresso, che rappresentano tutto ciò di cui questo paese può essere
ancora orgoglioso.
Le ONG Italiane desiderano con forza fare proprie queste richieste.

Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale (AOI)
Coordinamento Italiano Network Internazionali (CINI)
Link 2007 Cooperazione in Rete (LINK2007)

Roma, 27 Aprile 2015

COMUNICATO STAMPA

Consiglio europeo sull’immigrazione, Terre des Hommes: l’Unione Europea garantisca la protezione internazionale dei minori

Milano, 23 Aprile 2015 – Indispensabile l’attivazione dei corridoi umanitari e di Mare Nostrum europeo Terre des Hommes chiede con urgenza al Consiglio europeo e all’ Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza dell’Unione Europea Federica Mogherini chiari e decisivi interventi che riconoscano il diritto alla protezione della vita umana e affrontino finalmente il vuoto legislativo che alimenta morte e disperazione nel Mediterraneo. “In questi anni abbiamo visto troppi bambini, da soli e con le loro famiglie, morire per l’impossibilità di spostarsi legalmente in luoghi sicuri, fuggendo da conflitti e guerre”, dichiara Raffaele Salinari, Presidente di Terre des Hommes. “Ci appelliamo ai vertici dell’Unione Europea perché si garantisca un sistema internazionale di protezione per tutti i minori migranti  e le loro famiglie”.  
Nel suo Position Paper  di oggi  Terre des Hommes chiede che sia data la possibilità a chi fugge dai conflitti di ottenere un visto d’ingresso nella UE per motivi umanitari nelle ambasciate e consolati  situati nei paesi confinanti a quelli in guerra, come già previsto dal codice frontiere Schenghen.

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Un tesoretto fino a 6 miliardi di euro l’anno per l’Italia

fft_banner_180bÈ la stima di un nuovo studio sul gettito della Tassa europea sulle Transazioni Finanziari.

La Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF) raccoglierebbe in Italia tra i 3 e i 6 miliardi di euro su base annua. È quanto emerge dal recente studio pubblicato da uno dei più autorevoli istituti di ricerca economica tedeschi, The German Institute for Economic Research (DIW Berlin). Lo studio (i) approfondisce i profili di gettito fiscale derivanti dalla TTF europea, risorse vitali che l’Italia potrebbe impiegare sul versante della lotta alla povertà a livello nazionale ed internazionale.
Le stime sul gettito della TTF sono strettamente legate alla sua architettura che gli 11 Paesi UE aderenti alla cooperazione rafforzata (ii) andranno ad adottare, ovvero all’ampiezza della base imponibile, all’applicazione dei principi di tassazione, alle esenzioni che verranno concesse. Aspetti tecnici da mesi al centro del dibattito tra gli 11 Paesi coinvolti nel negoziato europeo. Tra lunghe impasse di natura politica e forti intromissioni delle lobby della finanza (iii).
Quali i dati per l’Italia?Una tassa con ampia base imponibile, ovvero applicata alla più ampia gamma di strumenti finanziari (secondo l’impianto della direttiva proposta dalla Commissione Europea), con il ricorso al doppio principio di tassazione (di residenza dell’operatore e di nazionalità del titolo) e con aliquote dello 0,1% per le azioni e dello 0,01% per i derivati porterebbe nelle casse dello Stato dai 3 miliardi ai 6 miliardi di euro all’anno (iv).

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ONG Iscrizione all’Anagrafe delle Onlus non vincolata alla modifica dello statuto

onlusRoma, 24 Febbraio 2015 – L’Agenzia delle Entrate ha diramato in data odierna il comunicato stampa sulla risoluzione n.22/E  che fornisce chiarimenti sull’ Iscrizione all’Anagrafe delle Onlus non vincolata alla modifica dello statuto. Nel comunicato si legge: “È più semplice l’accesso all’Anagrafe delle Onlus per le Organizzazioni non governative già riconosciute idonee dal Ministero degli Affari Esteri alla data del 29 agosto 2014. Come chiarisce infatti la risoluzione n. 22/E di oggi dell’Agenzia delle Entrate, le Ong che presentano apposita istanza d’iscrizione non sono affatto tenute ad adeguare i rispettivi statuti o atti costituivi ai fini del riconoscimento come Onlus.
Iscrizione con percorso semplificato per le Ong “storiche”, cioè già riconosciute idonee – Dunque, spiega il documento di prassi, l’iscrizione avviene senza imporre alle Ong alcuna modifica degli statuti o degli atti costitutivi. Al modello di comunicazione, quindi, non dovrà allegarsi lo statuto o l’atto costitutivo, né l’eventuale dichiarazione sostitutiva.
Tempi e modalità dell’iscrizione – L’istanza, continua la risoluzione, è presentata utilizzando l’apposito modello di comunicazione, reperibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate nella sezione riservata al non profit. Il modello può essere spedito in plico senza busta raccomandata con avviso di ricevimento o consegnato, in duplice copia, alla Direzione regionale competente nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale della Ong che presenta l’istanza. In particolare, nel modello, in corrispondenza della casella 14, riguardante il settore di attività, dovrà essere indicato l’acronimo “ONG”. La Direzione regionale darà comunicazione dell’avvenuta iscrizione all’organizzazione interessata.
Si ricorda, inoltre, che l’iscrizione all’Anagrafe delle Onlus secondo la procedura descritta è prevista unicamente per le Ong “idonee” alla data del 29 agosto 2014.”

Riportiamo di seguito il testo integrale della Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E:

Testo della Risoluzione n. 22/E

Istituzione del Consiglio nazionale per la cooperazione allo sviluppo

preview_2014-09-04_Logo_quadrato_italianoRoma, 10 Gennaio  2015 – Il testo del Decreto ministeriale 1002/714/BIS adottato dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale il 28 novembre scorso, istituisce il Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, come previsto dalla Legge n.125 del 11 agosto. Il Consiglio è composto dai principali soggetti pubblici e privati interessati, profit e non profit, della cooperazione internazionale allo sviluppo, inclusi rappresentanti dei Ministeri coinvolti, degli enti locali, dell’Agenzia per la cooperazione allo sviluppo,delle principali reti di organizzazioni della società civile di cooperazione e aiuto umanitario, delle università e del volontariato.
Il Consiglio nazionale ha lo scopo di rappresentare uno strumento permanente di  partecipazione, consultazione  e proposta e si riunisce almeno annualmente su convocazione del Ministro degli affari esteri per esprimere pareri sulle materie attinenti  la  cooperazione allo sviluppo ed in particolare sulla coerenza  delle scelte  politiche, sulle strategie, sulle linee di indirizzo, sulla programmazione, sulle forme di intervento, sulla loro efficacia, sulla valutazione.

Leggi il Decreto