A margine di Coopera 2026, Raffaele Salinari, Portavoce del CINI – Coordinamento Italiano NGO Internazionali, sottolinea le potenzialità ancora inespresse del Piano Mattei, evidenziando la necessità di una maggiore regia e collaborazione tra istituzioni, società civile e settore privato. Nell’intervista alla Dire richiama inoltre l’attenzione sulla crisi della cooperazione internazionale e sul ruolo dell’aiuto pubblico allo sviluppo.
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Verso l’esternalizzazione ulteriore delle frontiere nazionali, per posizionare ormai il controllo delle migrazioni non solo a livello delle coste nord africane, ma ben più a sud.
La XIX Legislatura, a maggioranza di destra, si è aperta molto simbolicamente con alcuni Decreti concernenti l’«ordine pubblico», uno in ambito nazionale, quello contro i rave party, e l’altro in ambito internazionale, il Decreto Legge n. 1/2023 recante: «Disposizioni urgenti per la gestione dei flussi migratori». Quest’ultimo dispositivo si incardina, prima ancora che in un orizzonte politico, dentro una temperie culturale in sintonia con i movimenti sovranisti globali che, determinati a smantellare l’idea del multilateralismo e, di conseguenza, l’universalismo dei Diritti Umani, attaccano le ONG in quanto soggetti agenti fattivamente sulla base delle Convenzioni internazionali in materia di aiuti umanitari.

Roma, 6 luglio 2022 – Cosa accomuna il dramma della Marmolada alla guerra in Ucraina? La pace. Non sarà possibile debellare la guerra finché la nostra specie non «farà pace» col resto del mondo
GUERRA. L’Italia ha deciso di finanziare il supporto al governo ucraino attingendo anche ai fondi della cooperazione internazionale allo sviluppo
Congo. La decomposizione iniziò dalla morte di Lumumba, primo e ultimo leader eletto democraticamente
La pandemia di Covid-19 ha messo in risalto la rinnovata centralità delle azioni di cooperazione e solidarietà internazionali, che ha portato, di conseguenza, sia a livello politico sia organizzativo, ad un dibattito in merito al funzionamento dell’attuale sistema della cooperazione italiana, rinnovato nel 2014 con l’approvazione della Legge 125. E proprio su questo l’OCSE DAC conduce ogni cinque anni una Peer Review in merito all’efficienza, efficacia e coerenza delle politiche di cooperazione internazionale allo sviluppo dei suoi membri. Dopo la pubblicazione del Rapporto DAC a novembre scorso, qualche settimana fa è stata finalmente pubblicata anche la sua traduzione italiana: si tratta della prima Revisione dopo la riforma della cooperazione del 2014. Le ONG hanno partecipato al processo inviando al DAC un corposo documento di osservazioni nel novembre 2018, e incontrando la delegazione DAC nel marzo 2019. Data l’autorevolezza dell’Organizzazione e dei partecipanti alla revisione, è interessante riportarne, seppur schematicamente, le conclusioni, che possono fattivamente contribuire al processo di messa a punto di alcuni aspetti dell’attuale sistema della cooperazione italiana.

