Relazione tra Migrazione e Cooperazione internazionale allo sviluppo, le raccomandazioni del CINI

TED_2417Migrazione come potenziale motore di sviluppo
Le migrazioni internazionali sono da sempre un fatto normale e strutturale della convivenza umana. Nel 2015 i migranti internazionali sono rimasti stabili in termini percentuali (3%) rispetto alla popolazione mondiale, pur avendo raggiunto il numero più alto mai registrato in termini assoluti (244 milioni). La migrazione Sud-Sud è in continua crescita rispetto a quella Sud–Nord. La stragrande maggioranza dei rifugiati è ospitata da paesi del Sud, in particolare da quelli geograficamente vicini ai paesi di origine.
Le migrazioni prendono la forma di mobilità regolare e irregolare, rispondendo a scelte personali o professionali, a eventi improvvisi come guerre, terremoti, disastri ambientali, o a problemi cronici come i cambiamenti climatici, le diseguaglianze o la mancanza di opportunità economiche. La distinzione tra queste situazioni è spesso incerta, le persone possono migrare per molteplici ragioni insieme e passano nel tempo da uno status ad un altro.

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Osservazioni delle Reti di ONG AOI, CINI, LINK2007 al documento triennale di programmazione e di indirizzo 2016/18 – Legge 125/2014

Aprile 2016 – La presente nota, redatta da AOI, CINI e Link 2007, ha lo scopo di concorrere alla definizione del Documento Triennale 2016/2018, che rappresenta un passaggio chiave nello sviluppo della rinnovata cooperazione italiana. Gli aspetti di contenuto sono centrali visto che si tratta di definire obiettivi e modalità che devono ispirare l’azione di un complesso di attori pubblici e privati che si è arricchito di nuove competenze a seguito dell’approvazione della Legge 125. D’altro canto non sono meno importanti gli aspetti di processo alla luce del fatto che la partecipazione nella pianificazione dovrebbe essere un aspetto distintivo della nuova cooperazione. In questo senso, con piacere mettiamo in evidenza il progresso rispetto al percorso di approvazione del Documento nel 2015. La fase di discussione che si aperta lo scorso 22 febbraio è un segnale incoraggiante che le nostre Reti non vogliono sottovalutare. Dopo aver presentato le proprie osservazioni allo Schema di pianificazione1, con la presente nota congiunta mettiamo in evidenza gli aspetti chiave per il prosieguo della consultazione in relazione a obiettivi, temi, paesi, risorse e modalità.

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Commenti del CINI allo Schema di Documento triennale di programmazione e di indirizzo 2016/18 – Legge 125/2014

Marzo 2016

Gli obiettivi
1) Al primo punto della Slide 8 manca il riferimento alle CSO (italiane e internazionali):

Se tra gli obiettivi ci sono il trasferimento di cultura, innovazione e tecnologia produttiva e l’acquisizione di dati e statistiche affidabili le NGO che lavorano sul campo sia quelle impegnate in Italia in attività di ricerca, analisi e advocacy possono fornire informazioni, expertise e supporto tecnico in diverse aree rilevanti ai fini dello sviluppo. Si consiglia pertanto di inserire le CSO anche in questo punto e non solo citare le CSO nell’ultimo punto della slide 8.
3) Al terzo punto della Slide 8: Sarebbe interessante capire qual è il piano strategico che deve portare a tale obiettivo: aumentare l’impegno economico, selezionando, rivedendo e ottimizzando gli impegni obbligatori dell’Italia nei confronti delle Agenzie ONU? Aumentare l’aiuto multi – bilalterale verso le Agenzie che si occupano e implementano progetti sul campo in questi settori?

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Schema documento triennale 2016/18

La gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale

OLYMPUS DIGITAL CAMERARoma, 19 Settembre 2015 – Le tre Reti delle Ong – AOI, CINI, LINK 2007 – hanno proposto in occasione della Conferenza ‘La Sicurezza è una cosa seria’  alcuni Principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le Ong / Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del Maeci. A tali principi potranno aderire le singole Ong e le altre Organizzazioni della società civile impegnate in interventi solidaristici e di cooperazione all’estero con assenso formale tramite il sito www.dovesiamonelmondo.it – sezione per le Ong/Osc di cooperazione internazionale. Alla Conferenza è stato inoltre presentato un dossier frutto del lavoro congiunto tra Ong e Unità di Crisi: ‘Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale’. Esso condensa, in alcuni brevi capitoli, informazioni utili a fornire una visione d’insieme delle problematiche relative alla sicurezza in contesti potenzialmente pericolosi e suggerisce comportamenti e regole da adottare. Un insieme di suggerimenti a cui potersi ispirare: spetta infatti ad ogni organizzazione definire – a seconda della propria specificità, dei paesi di intervento e della soggettiva percezione e valutazione del rischio – il proprio piano per la sua gestione e le proprie procedure di allerta.

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Principi per una collaborazione in materia di sicurezza tra le ONG/Organizzazioni della società civile e le Istituzioni del MAECI

Suggerimenti per la gestione dei rischi e la sicurezza degli operatori delle organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale

Osservazioni del CINI sul Documento di programmazione triennale 2015-­‐2017 La nuova cooperazione italiana.

Documento presentato al Consiglio Nazionale per la Cooperazione – MAECI 6 Luglio 2015

Alcune note positive, alcune negative e qualche questione irrisolta

Sicuramente il fatto, molto positivo, che la prima edizione del Documento triennale di programmazione sia stata discussa e approvata dal CICS e firmata dal Presidente del Consiglio segna la maturazione della cooperazione come politica di governo ed è la manifestazione concreta del fatto che il Documento sia espressioni di tutto il Consiglio dei Ministri. Tuttavia nella prefazione si individua una visione che, a nostro modo di vedere, dovrà essere attentamente monitorata nel futuro, ovvero si concepisce la cooperazione solo come “uno strumento di politica estera moderno ed efficace” ed un “investimento strategico”; sparisce ogni riferimento all’altra componente fondamentale che, in un recente passato, era stata anche autorevolmente affermata: “la cooperazione come imperativo morale”.

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Osservazioni CINI al documento di programmazione triennale 2015-2017-1

ONG E IMPRESE: UN DIALOGO POSSIBILE PER GLI OBIETTIVI POST 2015

Convegno ONG e Imprese

Il 30 settembre si è tenuto a Trento presso il Palazzo della Provincia l’evento “ONG e imprese: un dialogo possibile per gli obiettivi post 2015” organizzato dall’Alleanza delle Cooperative italiane in collaborazione con la Direzione Generale della cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e la Provincia Autonoma di Trento ed in partnership con le reti di ONG – CINI, AOI e LINK2007,  all’interno del ciclo di incontri promossi dalla Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea. All’evento hanno partecipato rappresentati istituzionali specializzati, della società civile e del sistema imprenditoriale italiano ed europeo.

In rappresentanza delle ONG è intervenuta Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI, la quale ha sottolineato come “la partecipazione del settore privato profit alla Cooperazione deve essere coerente con i principi ispiratori e le finalità della Cooperazione quindi contribuire a ridurre la povertà e le ineguaglianze, promuovere e rispettare i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la giustizia economica e sociale. Per questo occorre definire a livello internazionale, europeo e italiano, dei criteri chiari e vincolanti, con degli indicatori altrettanto chiari, che consentano di misurare l’impatto reale degli interventi rispetto alla riduzione della povertà, il rispetto dei principi di efficacia dello sviluppo e il rispetto dei diritti umani.”   Leggi l’intervento integrale  ONG e IMPRESE Trento 30 Sett 2014

Concept Note Trento 30 sett 2014

Commenti e proposte del CINI per le Linee Guida sulla Riforma del Terzo Settore

terzo-settore

Roma, 13 Giugno 2014 – Il CINI, Coordinamento italiano delle ONG internazionali, ha accolto molto positivamente l’iniziativa del Governo di intraprendere in tempi rapidi una riforma organica del Terzo Settore (http://www.governo.it/governoinforma/dossier/terzo_settore_linee_guida/) e condivide pienamente l’importanza di sostenere e valorizzare le tante energie positive e propositive che ne fanno parte. Una riforma di questa natura deve essere intrapresa insieme a tutte le anime del Terzo Settore, attraverso le forme di rappresentanza che si è dato, come riconoscimento della sua essenziale caratteristica di autonomia dalla società politica.

Il CINI ha aderito all’iniziativa del Governo redigendo un proprio Documento dal titolo “Commenti e proposte del CINI per le Linee Guida sulla Riforma del Terzo Settore”.
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HLM GPDEC Mexico City: le conclusioni ed il comunicato finale

pre-event_photo_storyContributo di Gemma Arpaia, Coordinatrice Task Force della Società Civile
Roma, 24 Aprile 2014 – Oltre 200 organizzazioni della società civile (CSO) hanno partecipato alla prima riunione ad alto livello (HLM) del Partenariato Globale per un’Efficace Cooperazione allo Sviluppo (GPEDC) e hanno sfidato tutti gli stakeholders a prendere impegni più stringenti.
Due anni dopo il Forum ad alto livello di Busan sull’efficacia degli aiuti ( HLF4 ), il Global Monitoring Report è stato presentato a Mexico City: il report, che comunque copre soltanto 42 paesi, ha mostrato che i progressi nella implementazione dei principi concordati a Busan sono stati lenti e non sempre soddisfacenti. La rete della società civile per l’efficacia (CPDE) riconosce che la HLM ha fornito uno spazio per il dialogo multi-stakeholder su temi chiave quali lo sviluppo inclusivo e l’eliminazione della povertà, la mobilitazione delle risorse interne, la cooperazione Sud-Sud, il partenariato inclusivo, il ruolo del privato nello sviluppo, ma il comunicato finale dell’HLM è il risultato di sforzi di mediazione tra i vari soggetti del partenariato, e non ci avvicinano agli obiettivi di efficacia dello sviluppo. Le CSO hanno spinto per impegni forti e misurabili, e contestato diversi punti durante le consultazioni.
All’HLM si sono ribaditi gli impegni in materia di sviluppo inclusivo, lo svincolo degli aiuti, la country democratic ownership, l’uso dei sistemi nazionali dei recipients; spazio ed approfondimento sono stati dati alla mobilitazione delle risorse interne dei paesi per una maggiore imposizione fiscale progressiva;  la parità di genere e l’empowerment delle donne, e il riconoscimento delle CSO come attori di sviluppo indipendenti sono stati riaffermati,  ma non sono elementi nuovi.  L’incapacità di impegnarsi in ulteriori questioni e a darsi tabelle di marcia e scadenze lascia preoccupati.

Continua…

Nota sintetica al Ddl sulla Cooperazione allo Sviluppo dell’Italia (Audizione in Commissione Esteri del Senato, 20 Marzo 2014)

E’ stata presentata alla Commissione Esteri del Senato durante l’audizione del 20 marzo 2014 una nota sintetica a cura dalle reti AOI-CINI-LINK2007 che contiene commenti e proposte ai disegni di legge sulla Cooperazione allo Sviluppo dell’Italia (Ddl n.1326).

Le organizzazioni da noi rappresentate hanno accolto con favore l’approvazione da parte del Governo del disegno di legge volto a dare una nuova disciplina alla cooperazione internazionale del nostro Paese. La legge n.49/1987 necessita da tempo di seri aggiornamenti ed aggiustamenti per mettere l’azione dell’Italia al passo con i rapidi mutamenti politici ed economici internazionai e con i nuovi indirizzi della cooperazione espressi nei consensi internazionali. E’ una riforma di cui si discute da molti anni, che è auspicabile il Parlamento possa realizzare in tempi brevi, facendo tesoro dell’ampio dibattito e delle ampie consultazionii della legislatura precedente. Occorre infatti restituire alla cooperazione internazionale allo sviluppo il suo valore nelle relazioni internazionali dell’Italia, riconoscendone il carattere di irrinunciabile investimento per il nostro Paese e per il futuro del mondo globalizzato, oltre che di preciso dovere etico di solidarietà. Il DDL n.1326 a nostro avviso presenta alcune carenze che, se non corrette, rischiano di contraddire la volontà espressa per un forte cambiamento, funzionale alla nuova visione dei rapporti internazionali e alle nuove strategie e modalità di attuazione della cooperazione. Queste criticità possono essere facilmente superate, con un miglioramento puntuale del testo per renderlo piu’ coerente ed inequivocabile, salvaguardando l’apertura ai cambiamenti europei ed internazionali in materia di cooperazione allo sviluppo e la necessità di non introdurre nella legge materie che devono essere oggetto di successivi interventi normativi.
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Agenda politica in 10 punti per la Cooperazione

10 Punti per la CooperazioneNei mesi di gennaio e febbraio 2013, il CINI insieme ad un significativo gruppo di organizzazioni della società civile, ha promosso un Appello rivolto alle istituzioni e alla politica e intitolato “La Cooperazione internazionale allo Sviluppo: tessuto connettivo della comunità globale”. In totale hanno aderito al nostro Appello quasi 50 Candidati tra Camera e Senato, provenienti da 7 diversi schieramenti politici tra cui il Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Scelta Civica con Monti per l’Italia e Unione di Centro. Oltre alle adesioni individuali alcuni partiti nel loro insieme hanno aderito e si sono impegnati a perseguire questa vera e propria agenda politica in dieci punti per la Cooperazione: il Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Scelta Civica con Monti per L’Italia. I Candidati, ora divenuti Senatori e Deputati, hanno assicurato il loro forte impegno, ciascuno con la propria sensibilità, per realizzare le dieci proposte. Tra le numerose idee emerse dal dibattito la principale ci pare essere la creazione di un Gruppo interparlamentare (Camera e Senato) dedicato alla Cooperazione allo Sviluppo. I parlamentari che hanno aderito all’Appello potrebbero costituire la base di questo gruppo trasversale.

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