Sviluppo Sostenibile: ASviS oggi in audizione alla Camera serve una Legge di Stabilità coerente con gli impegni sottoscritti dall’Italia all’Onu

Il CINI aderisce all’ASviS – L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile che riunisce  oltre 100 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile – http://www.asvis.it/ –

Roma, 13 luglio 2016 – Il portavoce ASviS, Enrico Giovannini, in audizione alla Camera: “Bisogna cogliere subito l’occasione della Legge di Stabilità per colmare i ritardi in campo economico, sociale e ambientale rispetto agli impegni assunti dall’Italia con l’Agenda 2030”

Definire al più presto la Strategia italiana per lo sviluppo sostenibile per inserire nella prossima Legge di Stabilità e nel DEF interventi in grado colmare i ritardi del nostro paese. E’ la richiesta dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ascoltata stamane in Commissione Affari Esteri e Comunitari sul tema dell’attuazione dell’Agenda 2030 sottoscritta dall’Italia a settembre del 2015.

“Assumere l’Agenda Globale e i relativi obiettivi di sviluppo sostenibile come riferimento della prossima Legge di stabilità è fondamentale per dimostrare che l’Italia intende rispettare gli impegni assunti in sede Onu”, ha dichiarato il portavoce dell’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile, Enrico Giovannini, nel corso della prima audizione svoltasi alla Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata dal Comitato permanente sull’attuazione dell’Agenda 2030, presieduto dall’On. Maria Edera Spadoni.

“L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è una grande opportunità per disegnare un progetto-Paese e realizzarlo insieme alle istituzioni pubbliche, alle imprese e alla società civile. E’ un’opportunità per migliorare il benessere economico, sociale e ambientale dei cittadini, assicurando stabilità ed evitando i rischi che derivano da un modello di sviluppo chiaramente insostenibile”, ha sottolineato Giovannini, ricordando che l’impegno delle circa 120 tra le maggiori organizzazioni e reti della società civile che partecipano all’ASviS è orientato a stimolare le istituzioni, pubbliche e private, la società civile e i singoli cittadini affinché il paradigma dell’Agenda 2030 diventi patrimonio comune e riferimento delle politiche economiche, sociali ed ambientali.

Per rendere operativa la Strategia di sviluppo sostenibile, l’ASviS chiede che Governo e Parlamento definiscano urgentemente un modello di governance per la realizzazione dell’Agenda 2030, che coinvolga le principali istituzioni e le obblighi ad operare in modo integrato, come integrati sono i 17 obiettivi e i 160 sotto-obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). Per questo bisogna definire strumenti appropriati di valutazione delle politiche dal punto di vista della sostenibilità, basati su indicatori statistici tempestivi e disaggregati.

“L’Alleanza ritiene poi fondamentale l’avvio di un programma di educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole di ogni ordine e grado, e nelle Università, così come una campagna di comunicazione orientata a favorire comportamenti individuali e collettivi coerenti con il paradigma dello sviluppo sostenibile”, ha aggiunto il Portavoce. Importante è anche il coinvolgimento delle Regioni e delle Città nella predisposizione di piani d’azione territoriali finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Infine, l’Italia deve accentuare l’impegno nei confronti dei paesi in via di sviluppo, non solo attraverso un aumento delle risorse destinate alla Cooperazione internazionale, ma anche orientando queste ultime a sostenere la realizzazione dell’Agenda 2030. “La presidenza italiana del G7 – conclude Giovannini – costituisce un’occasione imperdibile per spingere tutti i paesi industrializzati, e specialmente l’Unione Europea, a muoversi in questa direzione, anche allo scopo di ridurre le pressioni migratorie verso il continente europeo.

Un modo nuovo di fare comunicazione. A partire dalle immagini

Mare_azzurro_596Il CINI è tra i promotori del Tavolo sull’utilizzo delle immagini nelle campagne di comunicazione e di fundraising.

Roma, 1 luglio 2016 – Siamo lieti di annunciare la nascita ufficiale del Tavolo sull’utilizzo delle immagini nelle campagne di comunicazione e di fundraising, un’opportunità importante per la produzione di linee condivise su un tema molto delicato e controverso come quello delle immagini nella comunicazione sociale.
I promotori – AIAP, AOI (con le federazioni aderenti Cipsi, Cocis e Focsiv), Assif, CINI, EUConsult Italia, Istituto Italiano della Donazione, Link2007, Unicom – si sono riuniti per costruire un calendario di lavoro, condividere metodologie e strategie, individuare modalità di coinvolgimento di altri soggetti interessati al percorso.
L’obiettivo principale è la creazione di un documento condiviso che tenga insieme tutte le diverse sensibilità e le proposte che verranno avanzate, dando una scossa decisiva al modo di ‘fare comunicazione’. Si parte dal lavoro svolto nel passato e dai numerosi documenti esistenti in materia, con uno sguardo ai percorsi europei già avviati da tempo (vedi il Codice di Condotta di Dochas) ma, nel contempo, si cercherà di compiere un ulteriore passo in avanti.I risultati verranno, infatti, presentati allo IAP, Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria, per integrare il Codice della Comunicazione commerciale, facendolo diventare così un punto di riferimento sia per la comunicazione commerciale che per quella sociale. Vincenzo Guggino, segretario generale dello IAP, ha manifestato l’interesse e l’apprezzamento dell’Istituto per questa iniziativa dicendosi “ben contento di ascoltare e di accettare le proposte provenienti dal non profit”Tempi brevi e agenda snella sono le parole d’ordine più volte sottolineate. L’obiettivo è quello di avere i primi risultati subito dopo la pausa estiva. Sono già previsti alcuni incontri con altre realtà associative, sia del mondo del terzo settore e del volontariato, che della comunicazione e del fundraising, per condividere obiettivi e contenuti del percorso intrapreso.

Cambiare comunicazione è un primo fondamentale passo verso il cambiamento delle relazioni di aiuto e di cooperazione.

Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie: il Momento è Adesso

Schermata-2016-05-17-alle-12.00.2110.000 organizzazioni della società civile e sindacali da 39 Paesi scrivono a Renzi e altri leader UE

– Lettera aperta al Presidente del Consiglio Renzi e ai leader UE
Video sulla TTF

Roma 17.05.2016 –Ad un mese dall’ECOFIN di giugno, 10.000 organizzazioni della società civile assieme alle maggiori associazioni sindacali da 39 Paesi si rivolgono oggi ai 10 Capi di Stato e di Governo europei, tra cui il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, perché si concretizzi l’impegno, assunto lo scorso dicembre dai Paesi UE, di raggiungere entro giugno l’accordo per l’introduzione della Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF).

 Dieci Paesi europei, tra cui l’Italia, sono oggi sul punto di annunciare un accordo storico. Un punto di svolta che contribuirebbe a disincentivare finalmente pratiche speculative sui mercati e a far versare al settore finanziario il “giusto contributo fiscale” agli Stati. Dopo tre anni di trattative non è infatti più giustificabile ritardare l’introduzione di quella che è divenuta la ‘tassa più popolare di sempre’ attraverso una petizione globale che nel 2015 ha superato1 milione di firme.

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Le Reti di ONG CINI, AOI E LINK scrivono al Ministro Gentiloni

paolo-gentiloni-600x300Le Reti di ONG AOI, CINI e LINK2007 scrivono al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e per conoscenza al Viceministro Mario Giro, per chiedere l’incremento della dotazione finanziaria complessiva del prossimo Bando.

Gentilissimo Signor Ministro,

Le scriviamo in merito al prossimo bando per il co-finanziamento di progetti realizzati da organizzazioni della società civile italiana, nel quadro delle strategie della nostra cooperazione internazionale allo sviluppo. Ad oggi abbiamo appreso che per il bando è prevista una dotazione finanziaria complessiva – a copertura delle prime annualità di co-finanziamento – di 20 milioni di Euro, con un incremento quindi di soli 5 milioni rispetto all’ultimo analogo bando gestito dalla DGCS e un decremento rispetto al bando del 2013, che era stato di 23,5 milioni di Euro. L’incremento rispetto all’ultimo bando è molto al di sotto, percentualmente, del maggiore stanziamento finanziario assegnato alla cooperazione allo sviluppo dalla legge di stabilità. Si tratterebbe a nostro avviso di un segnale in contro tendenza rispetto alla volontà di rafforzare la funzione strategica dei soggetti non governativi nelle strategie italiane di lotta alla povertà nel mondo e all’ indicazione più volte emersa in sede OCSE di destinare ai progetti realizzati dalle organizzazioni della società civile il 10% delle risorse disponibili. Alla luce di queste considerazioni, Signor Ministro, Le chiediamo di voler adoperarsi affinché l’importo complessivo di cui sopra possa essere significativamente innalzato.
Certi della Sua cortese attenzione, Le inviamo i nostri più cordiali saluti,

Silvia Stilli, Portavoce AOI
Antonio Raimondi, Portavoce CINI
Paolo Dieci, Presidente Link 2007 Cooperazione in Rete

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Lettera al Ministro Gentiloni

Il Coordinamento delle ONG Internazionali nomina il nuovo Portavoce

RaimondiRoma, 3 Febbraio 2016 – Le ONG del CINI – Actionaid, AMREF Health Africa, CBM – Christian Blind Mission, Save the Children, Terre des hommes e Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, hanno nominato alla carica di Portavoce Antonio Raimondi. Già Sindaco di Gaeta, Raimondi vanta una lunga e consolidata esperienza nel mondo della Cooperazione internazionale allo sviluppo iniziata nel 1991 con il VIS, di cui è stato Presidente dal 1993 al 2007, e proseguita con missioni in molti Paesi. Profondo conoscitore del Sud del mondo, inizia a dedicarsi all’insegnamento presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Pavia, dove contribuisce a istituire il Master in Cooperazione allo Sviluppo di cui è tuttora membro del Comitato Tecnico Scientifico e docente di Storia della Cooperazione Internazionale e Politiche dell’Aiuto allo Sviluppo. E’ inoltre docente presso l’Università di Betlemme e di Nairobi.

 “E’ un onore per me essere stato scelto a ricoprire questo importante ruolo che spero di svolgere al meglio facendo leva sulla mia esperienza ed entusiasmo” ha dichiarato il neo Portavoce del CINI.

Antonio Raimondi succede a Maria Egizia Petroccione, Direttrice del Dipartimento di Advocacy e Policy Internazionale di Save the Children Italia, alla quale tutti i soci hanno manifestato grande apprezzamento e gratitudine per il lavoro svolto e per avere contribuito in modo determinante alla crescita e al consolidamento del CINI.

Le organizzazioni del CINI sono certe che Raimondi saprà continuare il percorso intrapreso dal CINI in questi anni per essere sempre più all’altezza delle sfide globali e proseguire, con rinnovato slancio, l’iniziativa del CINI in favore di una cooperazione internazionale allo sviluppo efficace e di qualità, a tutti gli effetti parte integrante e qualificante della politica estera italiana, che apra l’Italia al mondo, facendole ritrovare un riconoscibile ruolo nel contesto internazionale.

Soddisfazione del CINI per la nomina di Laura Frigenti alla carica di Direttrice della nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

Laura FrigentiRoma, 24 novembre – Le ONG aderenti al CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali esprimono soddisfazione per la nomina della dottoressa Laura Frigenti alla carica di Direttrice della nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che completa un importante passaggio del processo di riforma avviato con l’approvazione della legge 125/2014.
Da sempre il CINI è convinto che l’Italia può e deve compiere una trasformazione culturale aprendosi alle sfide globali, dotandosi di una cooperazione internazionale allo sviluppo moderna ed efficace che sappia rispondere alle sfide presenti e future. Le organizzazioni del CINI sono certe che la Direttrice Laura Frigenti saprà svolgere al meglio il delicato ruolo affidatole, garantendo, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il rilancio del sistema italiano di cooperazione affinché diventi a tutti gli effetti parte integrante e qualificante della politica estera italiana.
Il CINI auspica inoltre che il rinnovato sistema di cooperazione sappia valorizzare, a fianco degli altri soggetti della società civile, la specificità delle ONG internazionali che da decenni si caratterizzano per competenza ed esperienza ed hanno la cooperazione al centro della loro missione.

Attacchi all’indipendenza, scarsi finanziamenti: Corte penale internazionale a rischio. Le Ong italiane chiedono al governo di difenderne indipendenza ed efficacia

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COMUNICATO STAMPA

Roma, 18 novembre 2015 – In occasione dell’apertura della 14esima sessione dell’Assemblea degli stati parte dello Statuto di Roma, in programma all’Aia dal 18 al 26 novembre, Amnesty International Italia, CINI – Coordinamento italiano NGO Internazionali, Link 2007 – Cooperazione in rete e Non c’è pace senza giustizia esprimono grande preoccupazione per il rischio che la Corte penale internazionale non sia in grado, per l’insufficienza di fondi e le minacce alla sua indipendenza, di svolgere il suo ruolo di argine contro l’impunità per gravi crimini.
Le sopra citate Reti e Ong si sono rivolte all’Italia, in quanto stato ospitante la conferenza istitutiva del 1998, sollecitando il governo a chiedere con maggiore forza alla comunità internazionale di continuare a credere nella giustizia penale internazionale mettendo la più importante delle sue istituzioni in condizione di funzionare in modo efficace.
Non farlo – sottolineano le Ong – significherebbe tradire le speranze di migliaia di vittime che attendono giustizia per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Novità ai vertici del CINI: Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI dal 2008, lascerà la posizione a fine ottobre

COMUNICATO STAMPA

Roma, 8 ottobre 2015 – Novità ai vertici del CINI – Maria Egizia Petroccione, alla fine del mese di Ottobre, lascerà la posizione di Portavoce del CINI che ricopre dall’Aprile del 2008.
Maria Egizia Petroccione ha dichiarato: “Sono stati quasi otto anni molto interessanti, di grande crescita e consolidamento del CINI e di grandi soddisfazioni, anche personali, per i risultati raggiunti e per i cambiamenti positivi che abbiamo contribuito a determinare nelle politiche di cooperazione dell’Italia. Dopo un così cospicuo numero di anni, sento il bisogno di un cambiamento per continuare ad ampliare gli orizzonti della mia esperienza professionale, per questo, a partire dal mese di novembre, andrò a dirigere il Dipartimento di Advocacy Internazionale di Save the Children Italia. Lascio dunque il ruolo di Portavoce ma non lascio il CINI che continuerò a seguire tramite Save the Children”.

Nota: sarà pubblicata a breve la vacancy sul sito del CINI per la selezione di un/una nuova Portavoce.

La Sicurezza degli operatori delle ONG e delle altre organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione e solidarietà internazionale

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Roma, 6 Settembre 2015 – Le Ong operano spesso in contesti di grave crisi umanitaria. A spingerle è il senso e il valore dell’essere umano, della solidarietà, dell’imperativo umanitario che ‘impone’ loro di soccorrere e proteggere popolazioni in fuga o in pericolo a causa di guerre, fame, catastrofi naturali. Molte Ong da tempo hanno adottato misure per tutelare la sicurezza delle operatrici e degli operatori, considerandola prioritaria. L’ampliamento dei soggetti che esprimono solidarietà e la crescente complessità dei contesti operativi richiedono una loro più generalizzata presa di coscienza, un approccio più attento e prudente che nel passato e una migliore conoscenza delle misure da adottare.

La sicurezza del personale va infatti salvaguardata dotandosi di regole, procedure e formando gli operatori ma va anche interpretata nella diversità dei contesti, realtà e problematicità, che devono essere conosciuti nella loro complessità. L’attenzione deve rivolgersi all’indispensabile equilibrio tra l’imperativo umanitario che spinge a perseverare nell’azione di aiuto e protezione e la valutazione del rischio per gli operatori, italiani, internazionali e locali. L’esperienza delle Ong nelle aree di crisi e di conflitto è cresciuta negli ultimi 25 anni e si è adeguata costantemente alle situazioni divenute più difficoltose. Hanno adottato codici di sicurezza che vincolano il proprio personale e puntano a gestire i rischi, anche in coordinamento con altre Ong italiane e internazionali, con la Cooperazione italiana, le Agenzie dell’Onu. L’osservanza dei codici e la maggiore attenzione non possono da soli assicurare l’incolumità, ma rappresentano i più validi strumenti per tutelare la sicurezza degli operatori.

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Per lo sviluppo mancano le risorse decisive. Alla conferenza di Addis Abeba raggiunta una soluzione di compromesso; dall’Italia segnali di ripresa

A high level panel discussion on ISID (Inclusive ansd Sustainable Industrial Development) alongside the Financing for Develoment Conference in Addis Ababa 14-07-2015_1Addis Abeba, 17 luglio –  Si è conclusa ieri la terza conferenza internazionale per il finanziamento allo sviluppo delle Nazioni Unite, che ha adottato l’Addis Abeba Action Agenda. L’ambizione era quella di mobilitare le risorse per raggiungere nei prossimi quindici anni gli Obiettivi di sviluppo sostenibile che saranno adottati il prossimo settembre a New York. La risposta della società civile internazionale mette in evidenza i limiti della soluzione di compromesso raggiunta dalla conferenza che non da garanzie sulle risorse che saranno effettivamente disponibili.

Si è arrivati alla conclusione dopo intense negoziazioni. Purtroppo la proposta di creare un organismo intergovernativo sotto l’egida dell’ONU, auspicata anche dalle organizzazioni della società civile e da numerosi Stati, non è passata; è stata prevista una diversa modalità di selezione per il comitato di esperti, che saranno indicati dai governi e nominati dal Segretario Generale dell’ONU. Una mediazione dalla quale si è di fatto dissociato il gruppo del G77, che nello statement finale a cura del Sud Africa, ha richiamato il fatto che la costituzione di un vero e proprio organismo intergovernativo in tema di cooperazione di tasse rimane questione aperta. La reazione complessiva delle organizzazioni della società civile mette in evidenza anche la mancanza di progressi significativi in altre aree cruciali, dai volumi di aiuto pubblico allo sviluppo, a nuovi meccanismi per affrontare le crisi del debito e alla democratizzazione delle istituzioni finanziarie internazionali.

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