Dichiarazione del CINI sul codice di condotta per le ONG

Di fronte alle polemiche inerenti il cosiddetto Codice di regolamentazione delle ONG per il salvataggio in mare dei migranti non possiamo che affermare con forza che la Dichiarazione ONU dei diritti dell’uomo e le sue Convenzioni, a partire da quella inerente i diritti dei minori, rappresentano per gli aderenti al CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali, la base imprescindibile sulla quale orientare ogni azione operativa.

Da qualche tempo oramai si assiste a forme di pressione sulle organizzazioni non governative da parte di diversi livelli istituzionali ‑ europei, nazionali e internazionali ‑ affinché il Diritto internazionale dei diritti umani venga ricondotto all’interno delle compatibilità politiche che Stati e Governi intendono di volta in volta perseguire per la gestione degli aiuti umanitari. E’ dalla “ guerra umanitaria “ del Kosovo, infatti, che comincia questa deriva tendente a far perdere progressivamente alle ONG le loro caratteristiche di base quali l’indipendenza e la neutralità, valori fondativi in coerenza anche con le Convenzioni internazionali che regolano queste attività.

Senza entrare nel merito di scelte che competono alle singole organizzazioni, ribadiamo che essere arrivati a questo punto è una sconfitta per tutti dato che la gestione in modalità emergenziale di un fenomeno così drammatico e carico di implicazioni politiche complesse quali quello migratorio non può e non deve essere affrontato con strumenti che configurano un inedito “ordine pubblico internazionale”, ma applicando coerentemente gli strumenti della prevenzione e di un modello di sviluppo inclusivo incentrato sulla lotta alla povertà, il perseguimento della pace e rispettoso dell’ambiente, come recentemente approvato dalle Nazioni unite con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile.

MIGRAZIONI, CINI: SIANO RISPETTATI I DIRITTI UMANI

In occasione del Vertice di Tallinn, il Coordinamento Italiano NGO Internazionali chiede di rimettere i diritti umani al centro delle politiche migratorie europee.

Roma, 06.07.2017. In occasione del Vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue sulle migrazioni, in programma a Tallinn, il CINI (Coordinamento Italiano NGO Internazionali), chiede al governo italiano di non sottrarsi agli obblighi di soccorso e alla responsabilità in materia di assistenza e solidarietà, ma di far sentire la propria voce per richiedere agli altri Stati dell’Unione europea collaborazione e rispetto degli impegni assunti.

A livello europeo, il dibattito sulle migrazioni sembra concentrarsi sui numeri di quella che viene dipinta come un’emergenza insostenibile, sull’azione delle Ong come pull factor e non sull’imperativo umanitario per gli Stati di salvare vite, né tantomeno sui diritti delle persone. Anche il Piano d’Azione della Commissione europea per supportare l’Italia e ridurre il flusso dei migranti dal Nordafrica – presentato il 4 luglio a Strasburgo – ha molti punti critici, a partire dall’intenzione di rafforzare la collaborazione con la Libia per consolidare i controlli sulla frontiera meridionale bloccando i migranti nel deserto. La Libia non può infatti considerarsi un paese sicuro dove poter rinviare i migranti o creare un centro di coordinamento dei soccorsi in mare. Sarebbe un grave errore, delegare la gestione e il controllo dei flussi migratori a un Paese la cui guardia costiera è sotto osservazione da parte della Corte Internazionale Penale dell’Aja per crimini contro l’umanità, perpetrati proprio contro i migranti che cercano di attraversare il territorio libico. Non bisogna infine dimenticare che la Libia è un paese politicamente frammentato e difficilmente tutte le fazioni al potere accetteranno di trasformare la Libia in un “centro di raccolta” dei migranti africani. Solo istituendo dei canali regolari e sicuri si potrebbe pensare ad un accordo che permetta la chiusura delle rotte migratorie irregolari.

Nel suo piano d’azione, la Commissione europea chiede all’Italia di mettere in atto al più presto il decreto Minniti sull’immigrazione, di aumentare i posti nei centri di detenzione e di scrivere un codice di condotta sulle azioni delle Ong. “Il codice di condotta c’è già, ed è quello regolato dal diritto internazionale e del mare: quello che sembra urgente è invece un codice di condotta per l’Europa per evitare le morti nel Mediterraneo, rafforzare la missione di search and rescue ‘istituzionale’ e rimettere al centro delle politiche migratorie dei singoli Stati e dell’Europa il rispetto dei diritti umani e dei diritti dei migranti”, dichiara Antonio Raimondi, Portavoce del CINI. “I governi stanno occupando principalmente del contrasto all’immigrazione e di regolamentare l’azione delle Ong. Ma se le Ong sono nel Mediterraneo, sotto il coordinamento della guardia costiera italiana, è perché si trovano a coprire una mancanza di responsabilità condivisa, anche per quanto riguarda l’imperativo umanitario di salvare vite in mare”.

 Il CINI chiede all’Unione europea e ai suoi stati membri di adottare una nuova politica migratoria centrata su canali di accesso regolari; di non procedere con l’esternalizzazione delle frontiere e del diritto d’asilo; di rispettare e implementare i programmi di resettlement e di relocation (fino ad oggi riservata a quelle nazionalità per cui il tasso di riconoscimento della protezione internazionale è pari o superiore al 75%, sulla base dei dati Eurostat relativi all’ultimo quadrimestre); di sospendere l’accordo di Dublino e introdurre visti umanitari temporanei per accedere ad altri paesi UE.

Solo una seria e convinta politica di cooperazione coerente con politiche migratorie ispirate ai diritti umani potrà permettere di trovare soluzioni dignitose alla tragedia delle morti in mare ed evitare rotte che mettano a rischio le vite di migliaia di persone.

(Foto di Alvaro Padilla/Anadolu Agency/Getty Images)

MIGRAZIONI, L’EUROPA DEVE FARE DI PIÙ. URGENTE UNA NUOVA AGENDA EUROPEA E ITALIANA SULLA POLITICA MIGRATORIA

Consiglio Ue, 22-23 giugno

MIGRAZIONI, L’EUROPA DEVE FARE DI PIÙ. Urgente una nuova Agenda europea e italiana sulla politica migratoria. Dei 65,6 milioni di rifugiati e sfollati del mondo, l’Europa ne accoglie solo 3,5 milioni e rifugiati, lo 0,68% della popolazione europea.  Appello congiunto di 9 reti di organizzazioni della società civile

Roma, 21/6/2017_Una lettera aperta inviata ieri al Governo, al Parlamento e agli Europarlamentari italiani per chiedere un cambio di rotta nella gestione europea e italiana della crisi migratoria.

Alla vigilia del Consiglio Ue del 22 e 23 giugno, le reti delle organizzazioni della società civile italiana – al lavoro ogni giorno al fianco delle decine di migliaia di migranti arrivati nel nostro paese – lanciano un appello congiunto alle istituzioni italiane ed europee indicando in una ROAD MAP, le misure indispensabili e urgenti per un cambio di rotta nella gestione dei flussi migratori in Italia e una nuova e più efficace Agenda Europea.

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Le Ong rispondono a testa alta alle accuse, continuando a salvare vite umane

Roma, 26 aprile 2017 – L’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale “AOI”, il Coordinamento italiano delle ONG internazionali “CINI”, “LINK 2007 Cooperazione in rete”, in rappresentanza delle Ong e Osc impegnate in cooperazione internazionale, aiuto umanitario e accoglienza di rifugiati e migranti, esprimono indignazione e condanna in merito alle gravi dichiarazioni e accuse di alcuni parlamentari e personaggi politici nei confronti delle Ong umanitarie che con navi private soccorrono in mare i naufraghi provenienti dalle coste libiche, vittime dei trafficanti.

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Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie per ridare all’Europa un’anima sociale e solidale

 

Alla vigilia del Vertice di Roma, occasionein cui i Leader dei Paesi UE si apprestano a celebrare il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma e discutere del futuro dell’UE, oltre 7.000 organizzazioni della società civile hanno inviato una lettera congiunta ai leader dei 10 Paesi Membri impegnati da tre anni nel negoziato per l’introduzione di una Tassa europea sulle Transazioni Finanziarie (TTF). Il futuro dell’UE passa anche dall’adozione di misure come questa che rappresentano una risposta concreta alle istanze dei cittadini sempre più schiacciati da politiche che privilegiano il potere di pochi a discapito del benessere di tutti.

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Forte preoccupazione per la Proposta UE per contenere i flussi migratori sulla rotta del Mediterraneo centrale e la Libia.

COMUNICATO STAMPA DEL CINI IN VISTA DELL’INCONTRO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO DELL’UE DEL 3 FEBBRAIO

Roma, 2 febbraio – Il 3 febbraio 2017, i 28 Capi di Stato e di governo dei Membri dell’Unione Europea si incontreranno a Malta per discutere la dimensione esterna della migrazione, in particolare la discussione sarà incentrata sulla rotta del Mediterraneo centrale e la Libia.

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AOI, CINI e Link 2007: il Fondo straordinario per l’Africa deve essere strumento di APS (Aiuto per lo Sviluppo)

Roma, 31 gennaio 2017 – E’ prevista per questa settimana l’emanazione del decreto per l’implementazione del Fondo per l’Africa di 200 milioni di euro, istituito dal Governo italiano nella Legge di Bilancio per l’anno 2017.

Le ONG e le organizzazioni sociali (OSC) aderenti ad AOI, CINI e Link 2007 auspicano che il decreto rispetti la finalità assegnata dalla Legge al Fondo, che prevede il sostegno ad “interventi straordinari volti a rilanciare il   dialogo   e la cooperazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie”.

AOI, CINI e Link 2007, si rivolgono:

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Secondo Meeting di Alto Livello (HLM) della Global Partnership for Effective Development Cooperation

HLMEfficaciaIl 30 novembre e il 1 dicembre si terrà a Nairobi il Secondo Meeting di Alto Livello (HLM) della Global Partnership for Effective Development Cooperation (GPEDC), con la partecipazione di circa 90 delegazioni governative e 400 rappresentanti della società civile,e inoltre parlamentari, autorità locali e rappresentanti del mondo delle imprese. Le principali questioni da affrontare riguardano la riconferma degli impegni sulla efficacia (ownership democratica, trasparenza e responsabilità, partenariato inclusivo) e il ruolo della GPEDC rispetto all’Agenda 2030, anche come strumento di monitoraggio, in particolare per il target 17.16.La delegazione dell’Italia è composta da rappresentanti del MAECI, dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, e da una rappresentante della società civile (Gemma Arpaia, focal point per AOI, CINI e Link2007)

Cooperazione allo Sviluppo: così non va ma c’è ancora tempo per cambiare

Gian Mattia D'Alberto / LaPresse16-10-2014 MilanocronacaSummit Europa - Asia ASEMnella foto: Matteo renziGian Mattia D'Alberto/LaPresse16-10-2014 MilanEurope-Asia summitin the picture: Matteo renzi

 Roma, 8 novembre 2016 – I segnali che arrivano dalla legge di stabilità deludono tutti coloro che avevano accolto con entusiasmo le dichiarazioni da parte del governo in favore di un forte rilancio della nostra cooperazione allo sviluppo. L’annunciato aumento dei fondi sembra quasi annullarsi e le aspettative create con i paesi partner rischiano di essere cancellate.
Le ONG italiane fanno appello al governo e al parlamento affinché si corregga radicalmente la situazione e si restituisca coerenza e credibilità al sistema di cooperazione internazionale del nostro passe.
È poi urgente la piena applicazione della legge 125 del 2014.
Due, tra gli altri, i nodi da sciogliere in fretta: consentire all’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di procedere velocemente all’assunzione degli esperti tramite un concorso e approvare secondo le modalità previste dalla legge il documento di programmazione triennale, senza il quale la nostra cooperazione allo sviluppo è priva di un chiaro riferimento strategico.

La FAO rafforza la cooperazione con i Network di ONG italiane

20161103_143541Roma, 3 Novembre 2016 – La FAO e i tre network di ONG italiane – AOI, CINI, Link 2007 – hanno siglato oggi un accordo che getta le basi per una più stretta collaborazione in aree di mutuo interesse come lo sviluppo rurale e la lotta alla fame e alla malnutrizione.

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