Per una grande riconciliazione con il mondo

Roma, 6 luglio 2022 – Cosa accomuna il dramma della Marmolada alla guerra in Ucraina? La pace. Non sarà possibile debellare la guerra finché la nostra specie non «farà pace» col resto del mondo

Una stessa esigenza, tanto essenziale quanto misconosciuta ed oscurata dalle contingenze, accomuna la tragedia della Marmolada e la guerra in Ucraina, la siccità dei fiumi italiani e le grandi alluvioni nel sud-est asiatico: la pace.

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Per il governo paga la cooperazione internazionale

GUERRA. L’Italia ha deciso di finanziare il supporto al governo ucraino attingendo anche ai fondi della cooperazione internazionale allo sviluppo

Le guerre costano, molto, e finanziarle è sempre stato un grande affare per qualcuno ed un impoverimento per altri, sempre gli stessi. Quella in Ucraina non fa certo eccezione e l’Italia ha deciso di finanziarla attingendo anche ai fondi della cooperazione internazionale allo sviluppo. All’inizio del conflitto, infatti, il Governo ha annunciato che ben 110 milioni di euro sarebbero transitati dai fondi dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) della Farnesina, verso un non ben specificato budget support per il Governo ucraino.

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L’adesione di chi pratica la pace ogni giorno

Ong e Ucraina. Le Organizzazioni di cooperazione e solidarietà internazionale aderenti al Coordinamento Italiano Ngo internazionali (Cini) presenti in piazza Santissimi Apostoli a Roma a manifestare con la loro presenza i valori della pace e della collaborazione tra i popoli.

In queste ore la nostra concreta presenza al fianco delle fasce più vulnerabili della popolazione Ucraina testimonia non solo un pacifismo fattivo ma anche le azioni di quella che possiamo a giusto titolo chiamare diplomazia dal basso.

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In Congo una guerra permanente per materie prime e diamanti

Congo. La decomposizione iniziò dalla morte di Lumumba, primo e ultimo leader eletto democraticamente

Articolo di Raffaele K. Salinari
Il Manifesto, 23 febbraio 2021

L’uccisione a Goma, nella regione dei Grandi Laghi congolese, dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri in forze alla missione Onu Monusco, riaccende i riflettori su una guerra civile strisciante che da oltre un quarto di secolo insanguina quella parte del mondo. Dalla morte del dittatore Mobutu nel 1997, infatti, quello che al tempo si chiamava Zaire, oggi Repubblica democratica del Congo, ha conosciuto un costante processo di scomposizione territoriale, favorito da interessi multinazionali ben precisi, e che si servono di interposte fazioni paramilitari per continuare imperturbati a fare i loro interessi di parte sulla pelle delle popolazioni locali.

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Cooperazione internazionale, l’Ocse dà i voti all’Italia. E non sono buoni

La pandemia di Covid-19 ha messo in risalto la rinnovata centralità delle azioni di cooperazione e solidarietà internazionali, che ha portato, di conseguenza, sia a livello politico sia organizzativo, ad un dibattito in merito al funzionamento dell’attuale sistema della cooperazione italiana, rinnovato nel 2014 con l’approvazione della Legge 125. E proprio su questo l’OCSE DAC conduce ogni cinque anni una Peer Review in merito all’efficienza, efficacia e coerenza delle politiche di cooperazione internazionale allo sviluppo dei suoi membri. Dopo la pubblicazione del Rapporto DAC a novembre scorso, qualche settimana fa è stata finalmente pubblicata anche la sua traduzione italiana: si tratta della prima Revisione dopo la riforma della cooperazione del 2014. Le ONG hanno partecipato al processo inviando al DAC un corposo documento di osservazioni nel novembre 2018, e incontrando la delegazione DAC nel marzo 2019. Data l’autorevolezza dell’Organizzazione e dei partecipanti alla revisione, è interessante riportarne, seppur schematicamente, le conclusioni, che possono fattivamente contribuire al processo di messa a punto di alcuni aspetti dell’attuale sistema della cooperazione italiana.

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Oltremare AICS Magazine

Raffaele Salinari, sostenere le ong per sostenere l’Italia

Il portavoce del Cini racconta il ruolo delle organizzazioni non governative nella Fase2, le sfide comuni per sostenere la marginalità e le fasce più deboli in Italia e all’estero. Scontando le difficoltà sulle risorse limitate e il ritardo dei bandi.

Raffaele K. Salinari è il portavoce del Coordinamento Italiano delle ong Internazionali (Cini). Al suo interno ci sono importanti realtà come ActionAid, Save the Children, Vis, Cbm, Plan e Wwf. Oltremare lo ha intervistato per capire il ruolo delle Ong nella ripresa dell’Italia e le difficoltà dei tanti lavori della cooperazione, colpiti dalla crisi economica.

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Carola Rackete come Antigone, «prima delle leggi»

Carola Rackete, Comandante della Sea Watch 3, è certamente una figura che si può definire “tragica”. La memoria torna all’Antigone di Sofocle, che scelse la pietà verso il corpo del fratello insepolto e per questo fu condannata dalle leggi che il nuovo sovrano aveva promulgato. Eppure, copme dimostra il suo arresto, esiste qualcosa oltre le leggi, anzi, esiste qualcosa prima delle leggi, ed è ciò che ci fa avvertire nel profondo il senso di appartenenza alla stessa specie: quella umana.

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Rai Radio 3, Tutta la Città ne parla

Raffaele Salinari, Presidente del CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali, intervistato da Pietro del Soldà su Rai Radio 3, interviene sui recenti fatti che hanno coinvolto importanti ONG Internazionali come OXFAM e Medici Senza Frontiere.

” Essere cooperante è un lavoro di altissimo livello professionale, non ci sia può improvvisare. Ha anche  a che fare con il rispetto e il riguardo della propria professionalità nei confronti dei partner. Non è qualcosa che si può fare volontariamente quando si ha tempo. Questo implica la necessità di essere preparati e di rispettare quei temi etici e morali che fanno parte del nostro lavoro, e sempre sono stati parte del nostro lavoro”.

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Caro Gentiloni, le ONG e la società civile chiedono continuità per la cooperazione allo sviluppo

da Vita.it
Mentre va in onda il gioco dei totoministri, e indipendentemente dagli esiti che avranno i negoziati sulla formazione del nuovo esecutivo, le ONG chiedono al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di garantire continuità a tutto il lavoro svolto in questi ultimi anni dal governo Renzi sulla cooperazione internazionale
“Le ONG e tutte le Associazioni della Società Civile le chiedono che già in questa fase di composizione del nuovo esecutivo che dovrà governare il nostro Paese, si tenga in altissima considerazione il tema della centralità della Cooperazione internazionale per lo Sviluppo e tutte le politiche positive per la gestione dei flussi migratori che Lei conosce bene”. Continua…

Intervista al nuovo portavoce del CINI, Antonio Raimondi

Avvenire, articolo di Stefano Pasta
Roma, 13 febbraio 2016

Intervista Portavoce Avvenire 13.02