In Congo una guerra permanente per materie prime e diamanti

Congo. La decomposizione iniziò dalla morte di Lumumba, primo e ultimo leader eletto democraticamente

Articolo di Raffaele K. Salinari
Il Manifesto, 23 febbraio 2021

L’uccisione a Goma, nella regione dei Grandi Laghi congolese, dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio e di un militare dell’Arma dei Carabinieri in forze alla missione Onu Monusco, riaccende i riflettori su una guerra civile strisciante che da oltre un quarto di secolo insanguina quella parte del mondo. Dalla morte del dittatore Mobutu nel 1997, infatti, quello che al tempo si chiamava Zaire, oggi Repubblica democratica del Congo, ha conosciuto un costante processo di scomposizione territoriale, favorito da interessi multinazionali ben precisi, e che si servono di interposte fazioni paramilitari per continuare imperturbati a fare i loro interessi di parte sulla pelle delle popolazioni locali.

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Cooperazione internazionale, l’Ocse dà i voti all’Italia. E non sono buoni

La pandemia di Covid-19 ha messo in risalto la rinnovata centralità delle azioni di cooperazione e solidarietà internazionali, che ha portato, di conseguenza, sia a livello politico sia organizzativo, ad un dibattito in merito al funzionamento dell’attuale sistema della cooperazione italiana, rinnovato nel 2014 con l’approvazione della Legge 125. E proprio su questo l’OCSE DAC conduce ogni cinque anni una Peer Review in merito all’efficienza, efficacia e coerenza delle politiche di cooperazione internazionale allo sviluppo dei suoi membri. Dopo la pubblicazione del Rapporto DAC a novembre scorso, qualche settimana fa è stata finalmente pubblicata anche la sua traduzione italiana: si tratta della prima Revisione dopo la riforma della cooperazione del 2014. Le ONG hanno partecipato al processo inviando al DAC un corposo documento di osservazioni nel novembre 2018, e incontrando la delegazione DAC nel marzo 2019. Data l’autorevolezza dell’Organizzazione e dei partecipanti alla revisione, è interessante riportarne, seppur schematicamente, le conclusioni, che possono fattivamente contribuire al processo di messa a punto di alcuni aspetti dell’attuale sistema della cooperazione italiana.

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Oltremare AICS Magazine

Raffaele Salinari, sostenere le ong per sostenere l’Italia

Il portavoce del Cini racconta il ruolo delle organizzazioni non governative nella Fase2, le sfide comuni per sostenere la marginalità e le fasce più deboli in Italia e all’estero. Scontando le difficoltà sulle risorse limitate e il ritardo dei bandi.

Raffaele K. Salinari è il portavoce del Coordinamento Italiano delle ong Internazionali (Cini). Al suo interno ci sono importanti realtà come ActionAid, Save the Children, Vis, Cbm, Plan e Wwf. Oltremare lo ha intervistato per capire il ruolo delle Ong nella ripresa dell’Italia e le difficoltà dei tanti lavori della cooperazione, colpiti dalla crisi economica.

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Carola Rackete come Antigone, «prima delle leggi»

Carola Rackete, Comandante della Sea Watch 3, è certamente una figura che si può definire “tragica”. La memoria torna all’Antigone di Sofocle, che scelse la pietà verso il corpo del fratello insepolto e per questo fu condannata dalle leggi che il nuovo sovrano aveva promulgato. Eppure, copme dimostra il suo arresto, esiste qualcosa oltre le leggi, anzi, esiste qualcosa prima delle leggi, ed è ciò che ci fa avvertire nel profondo il senso di appartenenza alla stessa specie: quella umana.

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Rai Radio 3, Tutta la Città ne parla

Raffaele Salinari, Presidente del CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali, intervistato da Pietro del Soldà su Rai Radio 3, interviene sui recenti fatti che hanno coinvolto importanti ONG Internazionali come OXFAM e Medici Senza Frontiere.

” Essere cooperante è un lavoro di altissimo livello professionale, non ci sia può improvvisare. Ha anche  a che fare con il rispetto e il riguardo della propria professionalità nei confronti dei partner. Non è qualcosa che si può fare volontariamente quando si ha tempo. Questo implica la necessità di essere preparati e di rispettare quei temi etici e morali che fanno parte del nostro lavoro, e sempre sono stati parte del nostro lavoro”.

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Caro Gentiloni, le ONG e la società civile chiedono continuità per la cooperazione allo sviluppo

da Vita.it
Mentre va in onda il gioco dei totoministri, e indipendentemente dagli esiti che avranno i negoziati sulla formazione del nuovo esecutivo, le ONG chiedono al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, di garantire continuità a tutto il lavoro svolto in questi ultimi anni dal governo Renzi sulla cooperazione internazionale
“Le ONG e tutte le Associazioni della Società Civile le chiedono che già in questa fase di composizione del nuovo esecutivo che dovrà governare il nostro Paese, si tenga in altissima considerazione il tema della centralità della Cooperazione internazionale per lo Sviluppo e tutte le politiche positive per la gestione dei flussi migratori che Lei conosce bene”. Continua…

Intervista al nuovo portavoce del CINI, Antonio Raimondi

Avvenire, articolo di Stefano Pasta
Roma, 13 febbraio 2016

Intervista Portavoce Avvenire 13.02

Vita

Cooperazione allo sviluppo, De Fraia: “Renzi sulla strada giusta”
di Joshua Massarenti

Roma, 19 Ottobre 2015 -Il vice Segretario di Action Aid Italia commenta gli impegni del governo italiano a sostegno della cooperazione allo sviluppo nel 2016. “Ma per arrivare allo 0,25% del PIL  nel 2017  il percorso è ancora lungo”.
Nell’intervista che ci aveva rilasciato ad agosto, Renzi aveva parlato di un piccolo sforzo a favore della cooperazione internazionale per il 2016. Dalle parole sembra che siamo finalmente passati ai fatti, o no?
Questa legge di stabilità conferma la grande attenzione che il Premier intende dare alla cooperazione allo sviluppo. Dopo anni di vacche magre, si torna finalmente a investire, e questo è sicuramente un segnale positivo. Tuttavia, gli entusiasmi vanno smorzati.

Il fatto Quotidiano

Cooperazione internazionale, i dubbi delle ong sull’Agenzia a un anno dalla riforma.
di Stefano De Agostini

Roma, 22 agosto 2015 -Un ruolo dei privati poco definito e non privo di rischi, figure strategiche ancora in cerca di un volto, un’agenzia con autonomia e personale ridotto. Un anno dopo l’approvazione della riforma della cooperazione internazionale, è tempo di un primo bilancio. E le ong, pur apprezzando l’impianto generale della nuova legge, non mancano di segnalare le criticità nella sua applicazione. Al centro delle contestazioni, in particolare, è lo statuto dell’Agenzia per la cooperazione internazionale, novità della riforma e braccio operativo del sistema.

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Vita

Renzi: «Dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione»
di Redazione

14 luglio 2015,  Il presidente del Consiglio, alla conferenza Onu per il finanziamento allo sviluppo ha ricordato l’importanza di supportare lo sviluppo in Africa impegnandosi a «assumersi ogni responsabilità in materia di sviluppo e di politiche sociali»
«Dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione», queste le dichiarazioni del premier Matteo Renzi intervenuto oggi alla Conferenza Onu per il finanziamento allo sviluppo ad Addis Abeba, a cui partecipa anche il Segretario dell’ Onu Ban Ki-moon: «la vera sfida non è solo salvare vite umane ma creare lavoro qui, dare nuove prospettive di lavoro qui. La gente scappa da una condizione di povertà e persecuzione e noi dobbiamo fare di più, dobbiamo investire nella cooperazione».