Il CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali – accoglie con favore la notizia della nomina di un Ministro alla Cooperazione

Roma, 18 Novembre 2011 – “Accogliamo come un segnale estremamente incoraggiante, espressione di un chiaro impegno politico” dichiara Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI “ la scelta di affidare la Cooperazione allo Sviluppo, unitamente all’Integrazione ad un Ministro e non più ad un Sottosegretario o peggio, come successo nell’ultima legislatura, a nessuno. Inoltre, Andrea Riccardi è senz’altro una persona di grande valore e di lunga esperienza nel settore che saprà ridare il giusto ruolo alla Cooperazione”. Questa delega però, per essere efficace e non rimanere solo una buona intenzione, comporta la necessità di effettuare un riordino di alcuni atti legislativi ed amministrativi per rendere effettivi i poteri del neo Ministro.
La Cooperazione allo sviluppo infatti, a legislazione vigente, è parte integrante della politica estera e dunque dipende dal Ministero degli Affari Esteri.
Auspichiamo che il Governo ed il Parlamento prendano tali provvedimenti in tempi rapidi e che Riccardi sia messo in condizione di esprimere tutto il suo potenziale, e quanto mai necessario, contributo al rilancio del nostro paese in ambito internazionale.

Presentazione dei risultati della Ricerca e della Consultazione Italiana su L’Efficacia delle Organizzazioni della Società Civile nella Cooperazione allo Sviluppo.

Giovedì 17 Novembre – A due settimane dall’inizio della conferenza internazionale sull’efficacia dell’aiuto che si terrà a Busan in Corea del Sud, dal 29 Novembre al 1 Dicembre, le Organizzazioni Non Governative (ONG) italiane hanno presentato i risultati di un anno di riflessioni sui principi e i criteri per misurare la loro efficacia. La ricerca è stata svolta con il supporto scientifico del Politecnico di Milano ed è la declinazione italiana di un lavoro internazionale che, con consultazioni durate tre anni in più di 71 Paesi, ha portato a mettere a punto principi di efficacia (Principi di Istanbul) e criteri per la loro messa in opera (approvati in Cambogia a giugno), validi per tutte le ONG e organizzazioni della società civile dei Paesi OCSE e dei Paesi in via di sviluppo.
A Busan, le ONG e le organizzazioni della società civile, sempre in primo piano nell’affrontare le sfide per l’affermazione dei diritti umani, chiederanno che i loro principi siano riconosciuti dagli Stati quando le valutano e che siano sostenuti da un quadro legislativo appropriato per la loro messa in opera. In Italia la riflessione sugli attori della società civile impegnati nella solidarietà internazionale è ancora più importante: con circa 500 milioni di euro raccolti da privati cittadini e imprese, a fronte di meno di 100 milioni di euro come aiuto pubblico allo sviluppo finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, le ONG e le associazioni di solidarietà internazionale sono quasi gli unici attori dell’azione di solidarietà internazionale del nostro Paese.

Leggi il Comunicato Stampa

Legge di stabilità: salve le spese militari, annullata la solidarietà. Meno di 20 milioni per i futuri progetti di aiuto allo sviluppo dell’Italia. Un appello a tutte le forze politiche dalle ONG italiane

Roma, 25 Ottobre – Riprende oggi in Senato l’esame delle leggi di Stabilità 2012 e di Bilancio, relative ai tagli introdotti dalle due manovre estive di salvataggio dell’Italia. I tagli saranno addirittura peggiori di quelli già previsti dalle ONG lo scorso settembre.Per i fondi della cooperazione allo sviluppo (legge 49/87) gestiti dal Ministero degli Affari Esteri (MAE) si passa dal minimo storico del 2011, pari a 179 milioni di euro; a un nuovo record negativo con soli 86 milioni di euro; un taglio del -51%. Il taglio complessivo applicato al budget del MAE dalle manovre estive è stato di 206 milioni di euro; ben 92 milioni a carico della cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo; davvero eccessivo se si considera che le attività previste dalla legge 49/87 pesano sul bilancio del Ministero solo per circa il 10%
Continua…

Decreto Missioni e Legge di stabilità:continua la demolizione sistematica del terzo settore.

Roma, 16 Luglio 2011 – Il CINI, Coordinamento Italiano Network Internazionali, denuncia i continui attacchi alle ONLUS e dunque anche alla  Cooperazione allo Sviluppo. “Il Terzo Settore ed i valori che esso rappresenta, continuano ad essere sotto attacco da più parti” denuncia Maria Egizia Petroccione, Coordinatrice del CINI.

“In questi anni si sono tagliati drasticamente i fondi per la Cooperazione allo Sviluppo, si è cercato di abolire e poi si è messo un tetto al 5 per Mille, sono state aumentate del 500% le Tariffe postali agevolate, principale strumento per la diffusione delle informazioni, per la sensibilizzazione e per la raccolta fondi delle organizzazioni della società civile. Oggi ci troviamo davanti ad una drastica riduzione delle detrazioni e deduzioni fiscali sulle donazioni che cittadini e aziende faranno alle ONLUS: meno 5% nel 2013 e meno 20% nel 2014”.

Infine, conclude Petroccione, “Si continua ad intervenire con piccole ma sostanziali modifiche sulla legge 49/87, in modo totalmente disorganico. Nel cosiddetto Decreto Missioni è infatti prevista l’abolizione/sostituzione  dell’art 32-34 che tratta dei cooperanti e volontari. Senza entrare qui nel merito tecnico del provvedimento – lo faremo separatamente – contestiamo il metodo della decisione, denunciamo con forza la disarticolazione e modifica, senza disegno strategico e senza visione complessiva, della Legge 49/87 in modo assolutamente non partecipativo e senza alcuna consultazione dei diretti interessati”.

La Campagna 005 presenta la prima “wiki-legge” per frenare la speculazione e per finanziare politiche sociali e ambientali

22 giugno: Global day of action per la tassa sulle transazioni finanziarie

Roma, 21 giugno 2011 – La Crisi si sta riaffacciando prepotentemente anche in Europa. Sono indispensabili altri 100 miliardi di euro per salvare la Grecia dal definitivo default finanziario, un default che secondo i dati Bce coinvolgerebbe direttamente  anche gli assetti economici di Belgio e Italia.
La Campagna ZeroZeroCinque presenterà proprio domani, in occasione della Giornata Mondiale di Mobilitazione sulla tassa sulle transazioni finanziarie (TTF), la prima wiki-legge italiana lanciando una consultazione pubblica sul proprio sito (www.zerozerocinque.it) per la definizione di un testo di legge sulla TTF. Una redazione partecipata per sostenere l’approvazione di una tassa che non danneggerebbe la parte sana dei mercati finanziari, ma avrebbe la capacità di arginare gli eccessi speculativi e di reperire risorse per finanziare politiche sociali, ambientali e di cooperazione allo sviluppo. Uno strumento tanto più importante nel momento in cui il governo, senza aumentare la pressione fiscale su lavoratori e imprese, deve varare una nuova manovra imposta dall’Europa per sistemare i conti pubblici.

Continua…

G8 di Deauville: le ONG del CINI auspicano che il doveroso sostegno alle popolazioni del Nord Africa non si traduca in una diminuzione di attenzione e risorse per tutti gli altri paesi del sud del mondo, a cominciare da quelli dell’Africa Sub-Sahariana.

Roma, 27 Maggio 2011: “Le ONG del CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali – si augurano che i 40 miliardi di dollari annunciati per finanziare la nuova “Partnership di Dauville” non siano solo l’ennesima promessa che non verrà mantenuta e che siano risorse aggiuntive rispetto a quanto gli stati si sono già impegnati a stanziare per la lotta alla povertà nel mondo” dichiara Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI. “Siamo favorevoli a questa iniziativa ma auspichiamo che il doveroso sostegno alle popolazioni del Nord Africa che lottano per la libertà e la democrazia non abbia come conseguenza una diminuita attenzione, e dunque minori risorse, per tutti gli altri paesi del sud del mondo, a cominciare da quelli dell’Africa Sub-Sahariana, che da troppo tempo aspettano che i G8 onorino gli impegni presi” continua Petroccione.
Continua…

L’Europa“gonfia”gli aiuti internazionali per oltre €5 miliardi nel 2010 perdendo di vista la “lotta alla povertà”

In contemporanea con il lancio in tutta Europa, è stato presentato oggi in Italia il quinto rapporto Aidwatch 2011, elaborato dalla Confederazione europea di ONG CONCORD. Il rapporto Aidwatch di quest’anno Sfida all’aiuto-egoista: allenare l’aiuto europeo alla lotta contro la povertà sostiene che:
– Nel 2010 gli Stati Membri della UE hanno rendicontato 5,1 miliardi di euro di aiuto gonfiato, pari a quasi il 10% degli aiuti complessivi forniti ai Paesi partner lo scorso anno. Di questi 2,5 miliardi di euro corrispondono alla cancellazione del debito, all’incirca 1,6 miliardi di euro per borse di studio e 1,1 miliardi di euro sono stati spesi nei Paesi europei per i rifugiati.
– L’Unione Europea resta il maggior donatore al mondo, ma nel 2010, solo nove Paesi hanno raggiunto gli obbiettivi di aiuto che si erano posti.
– L’aiuto allo sviluppo è sempre più dettato dall’agenda della politica interna, dall’immigrazione e dagli interessi commerciali.
Questa analisi è basata sui dati pubblicati in aprile dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Europea), che mostrano un aiuto europeo a quasi 55 miliardi di euro (0,43% del PIL), fallendo l’obiettivo ambizioso sottoscritto nel 2010 per 15 miliardi di euro.
Scarica il Comunicato Stampa

LA MORTE DEL PACIFISTA VITTORIO ARRIGONI NON RIMANGA UN SACRIFICIO VANO

Roma, 15 Aprile 2011 – Il CINI, Coordinamento Italiano delle ONG Internazionali, esprime il più profondo cordoglio e si unisce al dolore della famiglia e dei colleghi per la morte di Vittorio Arrigoni, attivista per i Diritti Umani  dell’International Solidarity Movement, rapito e ucciso questa notte a Gaza.

Vittorio Arrigoni era arrivato a Gaza nel 2008 per documentare i giorni dell’offensiva israeliana “Piombo Fuso”, da allora ha continuato a raccontare  la terribile realtà di quella terra, non solo da cronista ma anche da protagonista, sempre più impegnato a offrire soccorso alla popolazione palestinese. Ha partecipato a diverse azioni, tra cui la Freedom Flotilla, per portare aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e riportare l’attenzione deila comunità internazionale sui drammi della sua popolazione.

“Restiamo Umani” è l’adagio con cui firmava i suoi articoli e ci piace che le sue parole “ io non credo nei confini, nelle barriere, nelle bandiere. Credo che apparteniamo tutti, indipendentemente dalle latitudini e dalle longitudini, alla stessa famiglia che è la famiglia umana” rimangano nella memoria di tutti noi e servano da monito ad intensificare gli sforzi per costruire un mondo di pace e giustizia, più umano per tutti.

LOTTA ALLA POVERTA’: ITALIA, MAGLIA NERA DEGLI AIUTI, MANDA A FONDO L’EUROPA E IL G8.

Roma, 6 Aprile 2011 – I dati preliminari sullo stato dell’aiuto pubblico allo sviluppo dell’Italia, appena fatti circolare dall’OCSE, sono la dimostrazione del drammatico stato in cui versa la cooperazione allo sviluppo nel nostro Paese. L’aiuto italiano, stando ai dati forniti dall’OCSE/DAC, sarebbe scesa dallo 0,16% allo 0,15% del PIL, con una contrazione in termini reali rispetto al 2009 del 1,5%, ma del 35% rispetto al 2008.

Non solo l’Italia continua a mettere all’ultimo posto delle proprie scelte di bilancio l’aiuto pubblico allo sviluppo, ma questa scelta sta provocando l’allontanamento di tutta l’Unione Europea dagli obiettivi continentali: mentre l’aiuto UE sale del 6,7%, infatti, l’Italia si conferma fanalino di coda dei paesi dell’Unione, addirittura dopo la Grecia che, invece, nonostante le difficoltà di bilancio continua a destinare lo 0,17% de Pil all’aiuto pubblico allo sviluppo. L’aiuto pubblico del nostro Paese in termini assoluti è pari a quello del Belgio  e della Danimarca.

Il contributo dell’Italia nella comunità dei Paesi OCSE donatori scende dal 3,9 % del 2008 al 2,5% nel 2010 con una contrazione del suo contributo più forte a livello UE dal 6,7% al 4,4%. Ossia l’Italia contribuisce sempre meno allo sforzo collettivo per l’assistenza allo sviluppo.

Continua…

I PROFUGHI A LAMPEDUSA: SOLO UN FATTO DI ORDINE PUBBLICO DA RISOLVERE CON LA RIMOZONE O UN DRAMMA DI DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO?

Roma, 4 Aprile 2011 – Non possiamo restare indifferenti agli avvenimenti sulla sponda sud del Mediterraneo, con il loro corteo di richieste di asilo e protezione da parte del nostro Paese, ma anche con i cortei di giovani nelle piazze che non bruciano bandiere a volto coperto inneggiando slogan antioccidentali, ma chiedono lavoro, democrazia e responsabilità politica diretta.
Essi purtroppo evidenziano con drammatica attualità le carenze della cooperazione internazionale dell’Italia che, in questi ultimi anni, ha sostanzialmente abbandonato questa importante componente delle politica estera per affidare le sue relazioni con i paesi arabi solo al commercio, in particolare di armamenti, ed agli accordi sul contenimento dell’immigrazione.
La tragedia di Lampedusa è stata ed anche oggi, in pieno scenario di guerra, gestita solo come fosse una emergenza di ordine pubblico e sanitario, non una emergenza umanitaria ma solo di sovraffollamento di località turistica gravemente vulnerata nella sua amenità da questa presenza sgradevole.

Continua…