“Indagine elettorale sulla Cooperazione allo Sviluppo” in vista delle Elezioni Regionali del 28/29 Marzo 2010

In occasione delle elezioni regionali del 28 e 29 Marzo, il CINI, composto da ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, World Vision e WWF, ha scritto a tutti i candidati alla Presidenza delle Regioni al fine di conoscere le loro posizioni e il loro programma in materia di Cooperazione allo Sviluppo e di lotta alla povertà nel mondo. Il CINI crede infatti che la lotta alla povertà nel mondo, lo sviluppo umano e sostenibile, non ancora ritenuti priorità nel dibattito elettorale e nelle politiche nazionali, siano invece temi di grande interesse per i cittadini italiani e possano  diventare elementi distintivi dell’identità dei singoli candidati. Come tali potrebbero contribuire a determinare la scelta di voto degli elettori.
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MEDIA BRIEF: Convegno sulla Coerenza delle Politiche per lo Sviluppo, 25 febbraio 2010

Uno dei risultati della globalizzazione è che le cosidette “beyond AID issues” come il commercio, l’agricoltura, le dinamiche migratorie, gli investimenti, i cambiamenti climatici, la sicurezza, la tecnologia, assumono un ruolo sempre più importante nel determinare le prospettive di sviluppo dei paesi poveri. I paesi più sviluppati devono assicurarsi che le loro politiche siano di sostegno o quanto meno non impediscano, i progressi verso gli obiettivi di sviluppo internazionalmente concordati, primi fra tutti, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Nella pluralità degli obiettivi che ciascun governo nazionale si prefigge nella propria azione, il concetto di policy coherence richiama la logica di perseguire in ognuno degli ambiti di uno stesso sistema politico obiettivi che siano tra loro sinergici o, almeno, non conflittuali. Tale principio, applicato allo sviluppo, comporta che il complesso delle azioni poste in atto, sia a livello nazionale che regionale ed internazionale, sia indirizzato al raggiungimento degli obiettivi condivisi. In tal modo, la distinzione tra politiche aid e non-aid si ricompone nel coordinamento delle attività, imponendo la ricerca di una massimizzazione del loro impatto positivo o, almeno, una minimizzazione dei loro risvolti negativi.

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Coerenza delle politiche per lo sviluppo: a che punto è l’Italia? Obiettivi, Strategie, Strumenti.

La Peer Review del 2004 esortava l’Italia ad attuare la coerenza delle politiche per lo sviluppo come un obiettivo esplicito del Governo. Il DAC – Development Assistance Committee – l’organo principale dell’OCSE che si occupa delle questioni riguardanti la cooperazione con i paesi in via di sviluppo – raccomandava che l’Italia s’impegnasse con una dichiarazione pubblica sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo e, al contempo, identificasse e modificasse le politiche incoerenti con gli obiettivi dello sviluppo. Le raccomandazioni del 2004 restano tuttora valide ed attuali.

L’Indice dell’Impegno per lo Sviluppo (CDI) redatto ogni anno dal Center for Global Development di Washington, classifica i 22 Paesi più ricchi del mondo in base all’impegno nell’attuazione di politiche a beneficio delle nazioni povere. Il CDI valuta l’operato nazionale in sette importanti aree di intervento per i Paesi in via di sviluppo: aiuti, commercio, investimenti, migrazione, ambiente, sicurezza e tecnologia. L’Italia nel 2009 si è classificata al 18° posto in assoluto.

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La Task Force della Società Civile per l’Efficacia degli Aiuti (TFSC) chiede al Governo e al Parlamento 10 azioni in un anno per migliorare la cooperazione.

Roma, 19 Gennaio 2010. La nuova Peer Review dell’OCSE-DAC, presentata oggi nel corso del Convegno organizzato dalla Task Force della Società Civile per l’Efficacia degli Aiuti (TFSC), ribadisce la validità delle 16 Raccomandazioni formulate nel 2004, per la maggior parte rimaste inattuate, e aggiunge 19 nuove Raccomandazioni; secondo il DAC, solo attuando tutte le  raccomandazioni l’Italia potrà riportare la sua cooperazione allo sviluppo in linea con le migliori prassi dei paesi OCSE. La lista delle riforme da realizzare entro il 2013 è perciò ben più lunga di quella del 2004, in totale le raccomandazioni sono diventate 35 e non vi è alcuna garanzia circa loro effettiva messa in opera. Se il Governo e il Parlamento non ne faranno una priorità e non predisporranno un calendario pubblico per l’attuazione delle raccomandazioni, nel  2013 il DAC sarà costretto a constatare nuovamente che la maggior parte di queste è stata disattesa. La TFSC si unisce all’OCSE-DAC nel chiedere al Governo e al Parlamento italiano di dimostrare una forte leadership politica per elaborare ed attuare una strategia di cooperazione allo sviluppo affidabile che consenta al paese di rispettare gli impegni internazionali assunti. La TFSC chiede inoltre al Governo ed al Parlamento italiano di approvare nel primo semestre 2010 un piano di scadenze pubblico per la realizzazione di tutte le riforme raccomandate dal DAC entro il 2013 ed indica dieci azioni prioritarie da realizzarsi entro la fine del 2010.
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CLIMA, ACCORDO DEBOLE E SENZA AMBIZIONI A COPENAGHEN

Roma, 19 dicembre 2009 – “Si conclude con molte promesse e poca sostanza un vertice segnato dall’assenza di un impegno politico globale per mettere al centro la lotta al cambiamento climatico e l’analisi del nostro modello di sviluppo”, ha detto Maria Egizia Petroccione,  Portavoce del CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali, composto da ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, WWF e World Vision.

La caotica corsa finale delle ultime 48 ore ha visto i grandi del mondo, principalmente Stati Uniti ed economie emergenti, accordarsi su una dichiarazione di intenti non vincolante nè, per il momento, destinata ad esserlo.

L’obiettivo di non superare i 2°C di aumento delle temperature rimane per ora solo sulla carta: se non si correrà urgentemente ai ripari, infatti, gli impegni assunti a Copenaghen condurranno ad aumenti delle temperature di oltre 3°C.
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FINANZIARIA 2010: AZZERATA LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

CINI: “Mai così poche promesse mantenute come nell’anno del G8, l’Italia sempre più lontana dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”

Roma, 15 Dicembre 2009 – Legge Finanziaria 2010 – “Il voto di fiducia sulla Finanziaria spazza via  le proposte di emendamenti presentate in favore della Cooperazione allo sviluppo e vara un’altra Finanziaria all’insegna del suo azzeramento, nonostante le mozioni di maggioranza ed opposizione accettate dal Governo due mesi fa alla Camera, dove quest’ultimo si impegnava a riallineare la Cooperazione italiana a dimensione europea” dichiara Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI. “Sulla Legge 49/87 sono previsti solo 326 milioni di euro, in termini reali, è il valore più basso dopo il 1996″.

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CAMBIAMENTI CLIMATICI E POVERTA’: UN CONNUBIO DA SCONFIGGERE A COPENAGHEN

Roma, 11 dicembre 2009 – Sono giorni cruciali a Copenhagen per i negoziati sul clima e il CINI – Coordinamento Italiano Network Internazionali, composto da ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, WWF e World Vision – richiama la stretta relazione tra clima e povertà: se non si giungerà a un nuovo trattato per far fronte in modo efficace ed equo ai cambiamenti climatici, saranno i più poveri del mondo, i più vulnerabili, a pagare il prezzo più alto.

“Oltre a causare fenomeni più evidenti, quali la fusione dei ghiacciai e il conseguente previsto innalzamento del livello del mare”, dichiara Maria Egizia Petroccione, Portavoce del CINI,  “il cambiamento climatico infatti incide pesantemente sulla produzione agricola, la disponibilità d’acqua, la salute e la possibilità di procurarsi beni di prima necessità”.

Gli effetti sulle popolazioni più povere? Tra il 1990 e il 1998 ci sono stati 568 disastri naturali di grandi dimensioni, di cui il 94% in Paesi in via di sviluppo e 262 milioni di persone annualmente, nel periodo 2000-2004, sono state colpite da disastri legati al clima. Se l’innalzamento degli oceani procederà al ritmo attuale, entro il 2100 il solo Bangladesh avrà prodotto 35 milioni di rifugiati ambientali.

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Conferenza Stampa: Che fine ha fatto la Cooperazione allo Sviluppo?

Finanziaria 2010: Che fine ha fatto la Cooperazione allo Sviluppo?
Mercoledì 14 Ottobre 2009, dalle 12.30 alle 13.30

Sala Conferenze del Senato (Sala Caduti di Nassirya)
Palazzo Madama

Mai così poche promesse mantenute come nell’anno del G8 italiano: nonostante gli impegni e le dichiarazioni solenni dei leader mondiali, Italia in testa, con questa Finanziaria il nostro paese ignora gli impegni presi in ambito internazionale ed europeo per la Cooperazione allo Sviluppo e la lotta alla povertà nel mondo, e lo fa nell’anno del G8 di cui ha avuto la presidenza.

Il 22 settembre è stato presentato il testo della Legge Finanziaria 2010:  si prepara un’altra manovra all’insegna dell’azzeramento della Cooperazione allo Sviluppo. Sono infatti previsti solo 326 milioni di euro, in termini reali il valore più basso degli ultimi 13 anni (dal 1996).

Ci si allontana sempre di più dagli obiettivi di sviluppo del millennio. Lo strumento del 5×1000 è sparito da questa Finanziaria e non si hanno notizie neppure dei fondi del 5×1000 destinati dai contribuenti nel 2007. I fondi per i processi di integrazione e per le politiche migratorie sono praticamente azzerati.
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Comunicato Stampa: Presentato il testo della Finanziaria 2010 – che fine ha fatto la Cooperazione allo Sviluppo?

CINI: “Italia sempre più lontana dagli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, frena ancora e mette a rischio anche il risultato europeo”

Roma, 1 ottobre 2009 – Presentato il testo della Legge Finanziaria – “Un’altra Finanziaria all’insegna dei tagli e della marginalizzazione della Cooperazione allo Sviluppo” dichiara Petroccione, Portavoce del CINI. “Sulla Legge 49/87 sono previsti solo 326 milioni di euro, si tratta di un taglio di 522 milioni di euro rispetto a quanto previsto dalla finanziaria 2008 – ultima finanziaria del governo Prodi. In termini reali, è il valore più basso dopo il 1996”.

Ci si allontana sempre di più dagli obiettivi di sviluppo del millennio.  Per il 2009, il rapporto APS/PIL italiano sarà tra lo 0,15%-0,16%, nel 2010 sicuramente non si raggiungerà lo 0,51% (stime più precise dopo l’analisi del bilancio), ma non si toccherà neppure lontanamente la soglia dello 0,42% necessaria per far sì che l’UE raggiunga l’obiettivo collettivo dello 0,56%. A causa  della negligenza dell’Italia e della Grecia, l’obiettivo europeo sarà mancato nonostante tutti gli altri paesi abbiano rispettato l’impegno.

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COMUNICATO STAMPA

Roma, 15 settembre 2009 – A proposito dell’attuale, fervido dibattito sulla libertà di stampa, tutto focalizzato sulle pur importanti questioni politiche, le organizzazioni del CINI – ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, WWF e World Vision – ritengono che si debba attribuire estrema, fondamentale considerazione al diritto dei cittadini a conoscere, e al dovere di giornali, radio e emittenti televisive di informare correttamente e liberamente, oltre al dovere delle istituzioni di rispondere in modo trasparente alle preoccupazioni della società civile.

Nasce dalla libertà di stampa e di espressione infatti, ma anche dal compito degli organi che le rappresentano, la possibilità di dare direttamente voce ai grandi temi vicini a tutta la società civile e alle sue esigenze, nonché ai gruppi che ne sono portatori. Il CINI si augura dunque che la libertà di stampa e di opinione siano sempre garantite, e godano di indipendenza e serenità critica tali da contribuire a sostenere quei preziosi interessi generali diffusi che sono alla base del nostro impegno.