Decreto sicurezza bis: siamo proprio fuori rotta

Lunedi 5 agosto il Parlamento ha approvato il Decreto Sicurezza bis che introduce misure che, tra l’altro, puniscono severamente chiunque approdi in Italia dopo aver salvato persone in pericolo di vita nel Mediterraneo.  Chi lo ha votato si assume  la responsabilità delle contraddizioni di queste misure con i principi espressi nella nostra Costituzione, con gli obblighi internazionali in materia di promozione e tutela dei diritti umani che l’Italia ha assunto e con il senso di umanità e solidarietà che è alla base della nostra convivenza.
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Incontro Governo – Forum Terzo Settore sulla Legge di Bilancio

Roma, 6 agosto 2019 – In merito all’incontro tra la delegazione del Forum del Terzo Settore e quella del Governo guidata dal Presidente Conte sulla Legge di Bilancio 2020 di ieri 5 agosto, AOI, CINI e Link2007 esprimono soddisfazione in merito al fatto che i temi della cooperazione allo sviluppo abbiano fatto parte della discussione. Nello specifico, i temi portati all’attenzione del Governo e le conseguenti aree di criticità e proposte sono stati i seguenti:

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SEA WATCH: LETTERA A CONTE DA 40 ORGANIZZAZIONI

Sea Watch: 40 Organizzazioni scrivono al presidente Conte chiedendo con urgenza un porto sicuro per i minorenni e per le altre persone a bordo della Sea Watch 3.

Roma, 24 giugno – “Apprezziamo che nei giorni scorsi l’Italia abbia consentito lo sbarco di bambini, donne incinte e altre persone vulnerabili. Resta tuttavia di urgenza inderogabile che tutte le persone a bordo, in particolare i minorenni e le altre persone vulnerabili, possano toccare terra in un porto sicuro nel minor tempo possibile e che alle valutazioni politiche venga anteposta la tutela della vita e dell’incolumità degli esseri umani.”

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Decreto Sicurezza bis: La cooperazione internazionale non è moneta di scambio per ottenere rimpatri

Roma, 28 maggio 2019. Il Coordinamento Italiano ONG Internazionali (CINI), l’Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI) e la Rete di ONG LINK2007   esprimono preoccupazione rispetto alle misure concernenti la cooperazione internazionale contenute nella bozza del cosiddetto “Decreto Sicurezza bis” attualmente in discussione, sottolineando il rischio di un utilizzo distorto dei fondi di cooperazione allo sviluppo.

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L’Europa in cui crediamo: sostenibile, equa, solidale

Il 16 maggio a Roma il CINI insieme al Forum Nazionale del Terzo Settore , Concord Italia e GCAP ha presentano il Manifesto per l’Europa. Nove punti per chiedere ai candidati al Parlamento europeo impegni precisi per costruire un’Europa di pace, unita e guidata dai valori della libertà, dei diritti e della solidarietà. In particolare, il CINI ha chiesto ai candidati di impegnarsi affinchè  le politiche di cooperazione internazionale  siano dedicate allo sviluppo e la lotta alla povertà e alle disuguaglianze nel mondo, senza condizionamenti di altri interessi da parte dell’Europa. Le decisioni dell’Unione Europea in materia di cooperazione internazionale hanno un impatto potenziale su centinaia di milioni di persone: è una responsabilità che il prossimo Parlamento Europeo dovrà esercitare con consapevolezza e responsabilità. L’Europa è nel suo complesso il primo donatore mondiale e deve confermare l’obiettivo dello 0,7% da raggiungere entro il 2030; ma, l’UE non deve accontentarsi di un primato che rischia di essere privo di significato se la cooperazione dei Paesi europei mette al centro interessi diversi come nel caso della sicurezza e dei fenomeni migratori, che devono essere affrontati come strumenti dedicati nel quadro di della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

Leggi il Manifesto “L’Europa in cui crediamo”

Leggi il Manifesto “L’Europa in cui crediamo” nella versione breve

Preoccupazione per il conflitto in Libia: urgente l’apertura di corridoi umanitari

COMUNICATO STAMPA

Roma, 17 Aprile 2019. Il CINI – Coordinamento Italiano ONG Internazionali, esprime preoccupazione per la grave situazione di crescente conflitto che colpisce il territorio libico. In particolare richiama l’attenzione del Parlamento e del Governo italiani sulle azioni mirate a riportare i migranti in territorio libico, sottolineando come le oggettive condizioni di insicurezza impongano una loro immediata sospensione: la Libia oggi si configura più che mai come un paese caratterizzato da profonde violazioni dei diritti umani e non deve pertanto essere considerato un luogo sicuro dove poter ricondurre le persone in fuga da conflitti e persecuzioni. E’ invece urgente l’apertura di corridoi umanitari nonché l’avvio di azioni di aiuto d’emergenza per le popolazioni colpite.

Peer review OCSE – DAC della cooperazione italiana: la Nota delle Reti CINI, AOI e LINK2007

Si è tenuto lo scorso 6 marzo  l’incontro delle Reti di ONG CINI, AOI e LINK2007 con la delegazione  di valutatori OCSE/DAC nell’ambito della periodica DAC PeerReview condotta sui sistemi di cooperazione allo sviluppo dei paesi membri del DAC e che quest’anno ha riguardato l’Italia.

Le ONG hanno illustrato il proprio punto di vista sull’implementazione della legge di riforma della cooperazione (L.125/2014); sul documento di programmazione triennale; sul tema della coerenza delle politiche con riferimenti all’area migrazione e sviluppo; hanno inoltre  fornito un aggiornamento  rispetto al tema delle risorse dopo l’approvazione della Legge di Bilancio e fornito una prospettiva sui processi di finanziamento in capo all’ Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo  (AICS), illustrando punti di forza e di debolezza.

L’incontro si è chiuso con una riflessione su quale sia la raccomandazione di più urgente attuazione. Le ONG hanno posto in evidenza la  nomina del Direttore AICS; più chiara identificazione delle priorità tematiche e geografiche; coinvolgimento di parlamentari nel CNCS; assessment dell’impatto sui diritti umani degli interventi relativi a migrazione; procedure di valutazione rafforzate.

Per un approfondimento leggi la Nota a cura delle Reti di ONG CINI, AOI, LINK2007.

In ricordo del nostro caro amico e collega Paolo Dieci

Roma, 10 marzo 2019 – Le ONG aderenti al CINI esprimono profondo dolore e commozione per la perdita del caro amico e collega Paolo Dieci Presidente del CISP – Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli  e della Rete di ONG Link2007 . Siamo vicini alla famiglia di Paolo e di tutte le vittime del terribile incidente aereo avvenuto questa mattina in Etiopia.

LE ONG CHIEDONO A GOVERNO E PARLAMENTO DI ADERIRE AL GLOBAL COMPACT

Roma, 3 dicembre 2018 – Alla vigilia della conferenza intergovernativa di Marrakech del 10 e 11 dicembre per l’adozione del Global Compact per una migrazione sicura, ordinata e regolare (GCM) il Governo annuncia che l’Italia non prenderà parte all’importante incontro, rimandando alla decisione del Parlamento la sottoscrizione o meno del Global Compact delle Nazioni Unite.

Il Coordinamento Italiano ONG Internazionali (CINI) e l’Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale (AOI) esprimono il loro rammarico rispetto a tale posizionamento, determinando questo un cambiamento nella linea italiana finora comunicata a livello internazionale, non da ultima durante la partecipazione del Presidente del Consiglio Conte alla 73ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite lo scorso 26 settembre 2018.

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CINI, solidarietà a Silvia Romano

Le Organizzazioni aderenti al CINI – Actionaid, CBM, Save The Children, Terre des hommes e VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo – esprimono la loro solidarietà a Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya durante lo svolgimento del suo lavoro, alla sua famiglia e alla Onlus Africa Milele. Per noi Silvia è una testimone di quel mondo giovanile che si impegna in prima persona per rendere concreti i valori della solidarietà internazionale e dell’amicizia tra i popoli. Il coraggio dimostrato da Silvia nella quotidianità del suo impegno deve essere un esempio per ciascuno di noi, e i passi verso la sua liberazione devono essere sostenuti da tutti i settori della società civile e della politica. In questo delicato momento della storia nazionale ed europea, in cui i valori fondanti dei diritti umani e della cooperazione internazionale vengono rimessi in discussione, la testimonianza di Silvia e la vicinanza ideale al suo lavoro ci sembrano una occasione  per riaffermare chiaramente la nostra scelta di campo e la volontà di difendere le basi stesse sulle quali si fonda la civile convivenza tra i popoli.